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Greenpeace: emergenza centrali nucleari in Giappone, "monitoriamo"

Il nucleare torna protagonista delle cronache mondiali con il suo consueto terrore legato a possibili incidenti catastrofici. Stavolta, a causa del terremoto in Giappone, si rischia una nuova Chernobyl. Greenpeace monitora la situazione.

In un comunicato Greenpeace comunica la sua preoccupazione per le centrali nucleari che in Giappone, dopo il terribile terremoto, rischiano di provocare una catastrofe. "Greenpeace esprime le sue condoglianze per le vittime del terremoto che ha colpito oggi il Giappone. Siamo preoccupati per i danni che il terremoto e lo tsunami possono aver provocato agli impianti nucleari, nonché alle altre industrie pericolose come le raffinerie di petrolio e di prodotti chimici" si legge in una nota dell'organizzazione ambientalista nonviolenta. "Da notizie stampa apprendiamo che sono stati spenti venti reattori nucleari in quattro centrali e che finora non è segnalato alcun rilascio di radiazioni. Siamo particolarmente preoccupati per gli effetti dello tsunami sugli impianti nucleari, in particolare sulla centrale nucleare di Fukushima, che potrebbe aver danneggiato i sistemi di raffreddamento dei reattori e i depositi dei rifiuti radioattivi", continua Greenpeace e ricorda, cosa che troppi propagandisti del nucleare dimenticano, che "anche se vengono spenti immediatamente, i reattori devono essere raffreddati e servono grandi quantità di acqua per evitare il rischio di surriscaldamento e fusione". Per questo Greenpeace comunica che continuerà a "monitorare una situazione che è in rapida evoluzione. Ci auguriamo che le indagini sugli impatti agli impianti nucleari e sui rischi per la popolazione e l'ambiente vengano condotte in modo indipendente e comunicate al pubblico".

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