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Giappone senza nucleare: spento l'ultimo reattore. Fino a quando?

E' da 40 anni che il Giappone non vive senza energia nucleare. L'ultimo reattore, quello dell'impianto di Tomari, è stato spento per sottoporlo a stress test. La speranza di molti è che nessuno venga più riattivato.

Il Giappone vivrà senza energia nucleare per la prima volta dal 1970. Il terzo reattore presso l'impianto di Tomari, nella prefettura di Hokkaido, è stato infatti spento per la manutenzione ordinaria, perché dopo l'incidente di Fukushima, "livello 7" INES come e peggio di Chernobyl (http://is.gd/54mxwD), tutti gli impianti nucleari giapponesi dovranno subire degli stress test per capire come potrebbero reagire ad un eventuale altro terremoto o tsunami come avvenuto nel marzo del 2011.
Solo le autorità locali potranno poi in seguito dare il loro consenso, o meno, alla riaccensione del reattore nucleare. Fino adesso due reattori nucleari, quelli della centrale Ohi, nel Giappone occidentale, sono già stati dichiarati sicuri, ma le autorità regionali devono ancora dare la loro approvazione per la procedura di messa in funzione.
In Giappone, infatti, sta crescendo sempre di più il fronte anti-nuclearista, e a Tokyo oggi hanno sfilato circa 5.500 persone alzando al cielo centinaia di Koinobori, enormi carpe di carta o di stoffa dipinte a colori vivaci, che ondeggiano come nuotassero nell'aria, simbolo della Festa dei Bambini che si celebra, appunto, il 5 maggio. I Koinobori, infatti, sono stati assunti a "bandiera" del movimento anti-nuclearista, perché un Giappone senza nucleare lo si deve soprattutto alle nuove generazioni.
Il Giappone, fino al disastro di Fukushima, otteneva una buona parte della sua elettricità dall'energia nucleare, e diverse imprese lamentano oggi il fatto che finora le autorità regionali non abbiano ancora dato il via libera alla riaccensione di quelle centrali considerate "sicure", tanto da creare un "pressing" nei confronti del governo centrale affinché intervenga per costringere gli amministratori locali a far ripristinare il vecchio "status quo".
Anche alcuni ministri avrebbero messo in guardia il Giappone spiegando che con l'arrivo dell'estate il Paese rischia un black-out se le centrali nucleari dovessero rimanere tutte spente. Ma gli enti locali non sembrano voler andare contro l'opinione pubblica, sempre più convinta che l'abbandono del nuclere sia l'unica soluzione possibile per il Giappone. Nel frattempo il paese del Sol Levante ha aumentato le sue importazioni di combustibili fossili.

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