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Giappone nucleare: fumo da reattori. Gettare acqua su fuoco non serve

Le notizie dei "pennacchi bianchi" dai reattori n.2, 3 e 4 di Fukushima continua a preoccupare soprattutto i ricercatori indipendenti che ricordano la presenza di plutonio nelle barre in Fukushima 3. Nessuna trasparenza nelle notizie, si rischia una catastrofe.

Le notizie dall'impianto nucleare di Fukushima in Giappone continuano a preoccupare. Dei pennacchi di fumo escono dai reattori, segno che qualcosa là dentro brucia, e non sono bastoncini di incenso, come qualche "nuclearista" sembrava pronto a sostenere. Preoccupa anche il fatto che con ci sia trasparenza sulle notizie fornite dalla TEPCO e dal Governo giapponese che, come già avevamo segnalato nei primi giorni dell'emergenza (quelli in cui gli "esperti nucleari" tranquillizzavano su come le centrali giapponesi "avessero tenuto") non cambaciano con la realtà dei fatti. O almeno con le sostanze che le stesse autorità dicono essere fuoriuscite dall'impianto, ad esempio lo iodio 131, il cesio 137 e l'idrogeno, tutti elementi che lasciano intuire la parziale fusione delle barre di combustibile e quindi l'inizio della fusione del nocciolo del reattore (o delle barre "esauste nelle piscine di raffreddamento"). Ma nell'industria nucleare la segretezza militare e l'omertà sugli incidenti, sono la procedura operativa standard e le smentite da parte delle autorità (che purtroppo solo in alcuni Paesi vengono seguite dalle dimissioni) sono il pane (radioattivo) che le popolazioni devono subire. Da questa notte (ora italiana) del fumo bianco è continuato ad uscire dai reattori 2, 3, 4 dell'impianto di Fukushima. Preoccupa il fatto che anche il reattore numero 3 sia in crisi, vista la presenza del controverso combustibile MOX (Mixed Oxide Fuel) nelle barre. Il reattore Fukushima numero 3 pare inoltre che fosse già gravemente compromesso da una "profonda spaccatura circonferenziale nella parte bassa del sarcofago" poi risaldata (leggi: "Nucleare Giappone: fumo a Fukushima 3, pericolo plutonio. Cover up?" http://is.gd/Z8Kmk5). Ma per la stampa "mainstream" mondiale, la quale ha anche degli enormi interessi per la "rinascita" nucleare, questo è l'ultimo dei problemi. "Come in guerra, è la verità a morire per prima" come si dice, e così anche nel mondo delle centrali nucleari. E per i ricercatori "indipendenti" e per gli studiosi accorti, "cannoneggiare" con gli idranti sfollagente i reattori e lanciare dagli elicotteri acqua di mare con acido borico è una scelta "ridicola" visto che servirà solamente a generare vapore ricco di radionuclidi che se ne andranno liberi nell'aria. E' infatti incredibile come la lezione di Chernobyl non solo sia stata dimenticata, ma sembra anche non essere stata minimamente studiata a fondo, visto che la prima regola per spegnere un reattore con sospetto di fusione è proprio quella di non gettarci sopra dell'acqua che, a 2500 gradi, si scompone in idrogeno ed ossigeno, con ovvio rischio di esplosione. Viene il sospetto che questa "acqua sul fuoco" nucleare sia tutta una messinscena per le tv mondiali, anche perché, se fossero queste le vere risposte degli scienziati giapponesi, davvero poveri noi.

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