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Fukushima: tappata la falla, ma l'oceano è una discarica radioattiva

La fontana radioattiva più visibile (perché potrebbero essercene altre meno "televisive") è stata finalmente tappata dopo aver usato dalla segatura alle buste dell'immondizia. Ma la Corea del Sud e i Paesi limitrofi protestano per l'acqua radioattiva scaricata nell'oceano. Ma per il governo è tutto ok.

La falla dell'impianto di Fukushima Daiichi che scaricava acqua radioattiva, entrata in contatto con le barre del reattore numero 2, è stata finalmente "tappata" grazie ad abbondanti iniezioni di "vetro liquido" (composto a base di silicati di sodio) dopo che ne era stata tentata la chiusura con segatura, giornali, buste dell'immondizia, e un mix polimerico simile a quello utilizzato nei pannolini; tutte tecniche che avevano fatto preoccupare il mondo. Un problema quindi è stato risolto, ma aver chiuso la falla che gettava acqua fortemente contaminata (1000 millisievert/ora) direttamente a mare non significa aver salvato l'oceano, visto che i problemi "marini" della centrale sono solamente all'inizio. Tepco, l'azienda proprietaria delle centrali, non sa più dove stoccare l'acqua che ha utilizzato (e forse ancora utilizza, ma non si hanno notizie precise) sui reattori in crisi. Difatti sono ormai 11.500 le tonnellate (ufficialmente) di acque radioattive che Tepco starebbe sversando (o è in procinto si sversare) direttamente nell'oceano per far posto ad altra acqua radioattiva in arrivo dalla "stabilizzazione". Se buttare l'acqua "sporca" a mare è la soluzione "tecnologica" dei giapponesi, una delle potenze nucleari più avanzate del mondo, c'è da ammirare lo sforzo "ecologico" che fece l'Unione Sovietica alle prese con Chernobyl. Secondo molti esperti di tutto il mondo le notizie fornite da Tepco e dal governo nipponico sono confuse, contraddittorie e poco affidabili. E le proteste incominciano ad arrivare anche dai Paesi limitrofi, fortemente preoccupati per l'acqua radioattiva rilasciata nell'oceano. Per questo motivo la Corea del Sud ha vivamente protestato verso questi "sversamenti" anche per non essere stata avvisata per tempo. Anche l'industria giapponese della pesca è preoccupata per il possibile danno alla catena alimentare, ma il governo nipponico rassicura e continua a dire che "va tutto bene" e che non c'è da preoccuparsi, perché l'oceano ha un forte potere di diluizione.

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