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Fukushima: rimosse barre uranio da reattore 4 ma non il "nocciolo" del problema

Il terremoto e il seguente tsunami che ha colpito il Giappone l'11 marzo 2011 ha causato anche il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl. La Tepco annuncia di aver rimosso tutte le barre di combustibile di uranio esausto dal reattore numero 4, ma inizieranno solo nel 2025 le operazioni per la "messa in sicurezza" dei nuclei dei reattori 1, 2 e 3 di Fukushima, che hanno subito una fusione del nocciolo con un accumulo del materiale fuso alla base dei vessel.

Il terremoto e il seguente tsunami che ha colpito il Giappone l'11 marzo 2011 ha causato anche il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl. Quel tragico giorno i reattori 1, 2 e 3 della centrale nucleare di Fukushima hanno subito una fusione del nocciolo con un accumulo del materiale fuso alla base dei vessel a causa dello tsunami, che ha danneggiato i loro sistemi di raffreddamento. Il reattore numero 4 di Fukushima ha subito invece una esplosione di idrogeno, mentre i reattori numero 5 e 6 della centrale sono stati i meno colpiti e il loro combustibile rimane stoccato e in condizioni stabili. La Tepco, società che gestisce l'impianto nucleare di Fukushima, afferma che al momento dell'incidente, tutte le barre di combustibile del reattore numero 4 erano state trasferite e stoccate nella piscina del combustibile esausto, nell'ambito di un controllo periodico.

Oggi, mercoledì 5 novembre, Tepco, ha annunciato di aver rimosso tutte le barre di combustibile di uranio esausto dal reattore numero 4. La rimozione del combustibile è iniziata il 18 novembre 2013 e dovrebbe essere completata entro l'anno 2014, quando tutte le barre verrano portate fuori dal reattore numero 4 e trasferite nella piscina comune situata all'interno del sito della stazione di stoccaggio centralizzata. Tepco spiega che a quasi un anno dall'inizio dei lavori, la società è quindi riuscita a rimuovere le 1.331 barre di uranio di combustibile esausto, dal peso di circa 400 tonnellate. Rimangono ancora nel reattore 180 barre considerate dalla Tepco meno pericolose perché, sostiene la società giapponese, a differenza del combustibile esausto, non sono state irradiate. Sul suo sito la Tepco afferma che "la dose di radiazione delle nuove (non irradiate) barre (di uranio, ndr) è abbastanza ridotta da poter essere gestite manualmente" (sic).

Sono ancora da iniziare, invece, le operazioni di messa in sicurezza dei reattori 1, 2 e 3, lavoro molto più difficoltoso perché, a differenza del reattore 4, erano operativi al momento dell'incidente, creando livelli più alti di contaminazione radioattiva attorno all'area. I livelli di radiazione sono talmente elevati che l'ingresso nell'impianto da parte degli esseri umani è impossibile. Il problema è che per il momento anche l'ipertecnologico Giappone non possiede il know-how per eseguire l'operazione di pulizia e messa in sicurezza. Takuya Hattori, presidente della Japan Atomic Industrial Forum, ha recentemente sottolineato parlando con la Reuters: "E' come andare in guerra con dei bastoni di bambù". La Tepco prevede di iniziare la rimozione del combustibile dal reattore 1 solo nel 2019, due anni più tardi di quanto originariamente previsto, mentre per la rimozione dei detriti dal reattore 3 si cercano di utilizzare dei robot telecomandati, uno dei quali rimane ancora "disperso". Quello del carburante della centrale nucleare distrutta non è però l'unico, e sicuramente ultimo, dei problemi della Tepco (e del resto del mondo). Ancora molto lontana, infatti, la "messa in sicurezza" dei nuclei dei reattori di Fukushima. L'operazione dovrebbe iniziare solo nel 2025, cinque anni dopo quanto inizialmente previsto dalla Tepco, con l'intero processo di "smantellamento" che potrebbe richiedere oltre i 40 anni.

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