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Fukushima: radiazioni 1000 volte superiori nel fondo Oceano Pacifico

A Fukushima la "marea nera radioattiva" di cui vi avevamo già parlato colpisce senza pietà l'ecosistema marino, tanto che diversi Paesi hanno bloccato le importazioni di pesce dal Giappone. TEPCO ora confessa che i livelli sono 100-1000 volte superiori al normale nel letto dell'Oceano Pacifico.

Mentre la stampa mondiale sta vergognosamente coprendo le conseguenze dell'incidente nucleare all'impianto di Fukushima Daiichi, i problemi in Giappone stanno diventando sempre più seri per quanto riguarda la contaminazione radioattiva. Tralasciando i nuovi problemi alla centrale nucleare di Tsuruga, nella prefettura di Fukui (davant al Mar del Giappone) dove è stata confermata una fuga radioattiva nell'acqua di raffreddamento del reattore PWR, arrivano laconiche notizie sulla terrificante contaminazione radioattiva che sta coinvolgendo l'Oceano Pacifico. Le agenzie di stampa giapponesi infatti segnalano che la radiazione del fondale marino è da 100 a 1000 volte maggiore rispetto alla norma. Le letture di TEPCO sulla radioattività del fondale dell'Oceano Pacifico vicino alla centrale di Fukushima Daiichi è infatti altissimo, come ha ammesso l'azienda proprietaria delle centrali nucleari in crisi. Gli alti livelli di radioattività sono stati rivelati dall'analisi di campioni raccolti venerdì scorso in punti del fondale profondi 20-30 metri. Dell'argomento "marea nera radioattiva" ci siamo occupati negli giorni scorsi anche con un intervento di Greenpeace, a cui viene inpedito di eseguire rilevazioni indipendenti nell'area marina vicina ai reattori in crisi (leggi "Fukushima: 'marea nera radioattiva'. Governo blocca Greenpeace" http://is.gd/L04o5Y).

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