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Fukushima: massima allerta per la fuoriuscita di plutonio

Il governo giapponese riconosce che la situazione a Fukushima rimane "imprevedibile". mentre TEPCO confessa possibili fuoriuscite di plutonio e promette "più controlli anche nelle aree intorno all'impianto". Ma l'apocalisse nucleare non si ferma, mettendo in pericolo la popolazione a 40 km da Fukushima.

Il capo di gabinetto del governo giapponese Yukio Edano ha sempre la stessa faccia che non mostra alcuna espressione. Non si stratta di un risvolto della tipica "mimica" giapponese ma della comunissima "faccia di tolla" che anche i politici nostrani conoscono bene. Yukio Edano quasi ogni giorno si presenta alla stampa, vestito con una giacchetta azzurra in stile "protezione civile", e comunica al mondo, lentamente, come in una tortura cinese, i dati "filtrati" prima da TEPCO e poi dallo stesso governo nipponico. Risultato: effetti che già sarebbero dovuti essere comunicati dopo i primi giorni della crisi dei reattori, si vengono a sapere solo oggi. Ora infatti, dopo settimane dall'avaria delle centrali di Fukushima e dopo aver spruzzato con acqua di mare i reattori nucleari (scelta quantomeno bizzarra, probabilmente "ad usum televisioni") Edano ammette, senza alcuna espressione del viso, che potrebbero esserci delle "fughe di plutonio" dalle centrali. La preoccupazione degli ambientalisti e delle organizzazioni indipendenti è quella che il reattore contenente le barre MOX (Mixed Oxid Fuel, uranio-plutonio) si sia danneggiato rilasciando il mortale plutonio nell'ambiente. Anche Naoto Kan, il premier giapponese, incomincia ad ammettere che la situazione rimane "imprevedibile" a Fukushima per il fatto che i "sistemi di raffreddamento" sono fuori uso. Il premier giapponese Kan, come al solito, non rinuncia però a alle rassicurazioni perché TEPCO ha rassicurato a sua volta il governo nipponico che i livelli di plutonio, fuoriusciti dalle centrali, non comportano "rischi immediati per la salute". Di diverso avviso Greenpeace che di "tranquillizzazioni" ambientali ne ha sentito tantissime dalla sua fondazione e si fida solamente dei suoi esperti e delle rilevazioni che effettua personalmente in loco. Greenpeace ha misurato livelli molto pericolosi anche nel villaggio di Iitate a 40km da Fukushima Daiichi e consiglia al governo giapponese l'immediata evacuazione della popolazione da quelle zone.

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