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Fukushima: fusione è ufficiale. Ecco che cosa è successo semplicemente

Fukushima Daiichi ha un nuovo "vecchio" problema: il combustibile nucleare del reattore numero 1 si sarebbe fuso. La notizia la dà la stessa TEPCO senza suscitare scalpore. Ma che cosa è successo nel reattore, in parole povere? L'abbiamo chiesto a Paolo Scampa, presidente dell'AIPRI.

La notizia è ufficiale ed è stata ribattuta anche da Kyodo News, l'agenzia di stampa giapponese: il reattore nucleare di Fukushima Daiichi è fuso, l'acqua di "raffreddamento" esce da dei buchi, il combustibile nucleare si è raccolto, sotto forma di corio (http://is.gd/2mRPiL), sul fondo del reattore d'acciao (il vessel). E' la stessa TEPCO a "confessare" per la prima volta dopo l'11 maggio la fusione del reattore, sempre negata e scongiurata. La società nipponica ha comunicato candidamente che il livello d'acqua nel reattore è estremamente basso visto che è ben 5 metri al di sotto la parte superiore delle barre di combustibile. Le barre quindi si sarebbero completamente esposte all'aria e quindi si sarebbero fuse. Il portavoce di TEPCO Junichi Matsumoto spiega la situazione sintetizzando che l'acqua di raffreddamento, sebbene sia pompata a ritmo di 150 tonnellate al giorno, non è stata trovata nei primi cinque metri dalla "cima" delle barre, il che, data essere questa la lunghezza stessa delle barre di combustibile (le fonti parlano di una lunghezza della barre di combustibile da un minimo di 4 metri a un massimo di 5) dovrebbero quindi essere completamente scoperte. Sempre se esistessero ancora. A questo proposito abbiamo chiesto un commento a Paolo Scampa, presidente dell'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) per spiegaci in "parole povere" che cosa potrebbe essere successo al reattore numero 1 di Fukushima. "Il combustibile in stato normale nel reattore nucleare si trova 'a bagno maria' con le barre completamente affogate sotto metri d'acqua" spiega, cercando di essere molto "semplice" Paolo Scampa, e continua: "E' necessario quindi apportare acqua 'fredda' (nel senso che è 'meno calda' del 'forno nucleare') per mantenere questo stato di 'bagno maria' che raffredda le barre (e in condizioni normali produce poi il vapore che va alle turbine, ndr)". Il presidente dell'AIPRI ci fa visualizzare poi come è fatto dentro il reattore nucleare: "Il combustibile nucleare consiste in pasticche di 7/10 grammi impilate su un'altezza di 5 metri, all'interno di guaine di zirconio di 1,2 - 1,5 millimetri di spessore. Queste guaine hanno una tenuta fino ad 800 gradi al massimo, dopo 800 gradi sono soggette a varie fessurazioni, rotture, deformazioni, ecc." afferma Scampa. Ma che cosa significano le parole di TEPCO a proposito dell'acqua che si perde in qualche "crepa" del vessel (ovvero della 'pentola' a pressione che contiene il combustibile nucleare)? Il presidente dell'AIPRI spiega semplicemente: "Quando non arriva più acqua fredda, non c'è più 'bagno maria', il calore radioattivo fa evaporare tutta l'acqua senza averne però il giusto ricambio, le guaine di combustibile nucleare cedono (bastano appena 2 o tre giorni) e tutto cola in un magma chiamato "corio" che mescola il combustibile nucleare con lo zirconio. Le temperature sono dell'ordine di 1500-2500 gradi". Le conseguenze sono gravissime e come ci spiega il presidente dell'AIPRI consistono nello "zirconio che surriscaldato, con l'interazione dell'acqua, genera parecchio idrogeno, e proprio da lì è da ricercarsi l'origine delle esplosioni". Ma poi che cosa potrebbe succedere? "Il magma radioattivo attacca il fondo della 'pentola' (20 cm di spessore) e piano piano tenderà a bucarlo. C'è da dire che il fondo della 'pentola' (cioé il vessel d'acciaio) ha uno spessore inferiore per cedere e per raccogliere il corio" conclude Paolo Scampa. Insomma, una vera tragedia che sta superando il disastro di Chernobyl del 26 aprile del 1986. E questo nella annoiata tranquillità del mondo, talmente mitridatizzato dall'ipocrisia e dai veleni da non preoccuparsi più di nessuna conseguenza. Neppure apocalittica.

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