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Fukushima: esperti ONU ottimisti su salute. Ma a Tokyo mai tanti morti

A Fukushima si respira un'aria nuova. Finiti i tempi "scuri" del panico nucleare, il Giappone e le istituzioni internazionali, a furia di "ignorare" il disastro, sembrano aver impedito anche la contaminazione radioattiva della popolazione, che "rimane bassa". Ma "i dintorni sono così sicuri e l'aria è così pura che (l'AIEA, ndr) non ci vuole andare", replica ironico Paolo Scampa dell'AIPRI.

La disinvoltura con cui si tratta di Fukushima e delle sue conseguenze radiologiche nei giornali "che contano" (e nei centinaia che fanno da eco box "ribattendo" pedissequamente le notizie) è ormai massima.
Dopo le dichiarazioni del premier giapponese Yoshihiko Noda che rassicuravano su come la situazione nelle centrali atomiche distrutte l'11 marzo fosse "sotto controllo" (grazie ad un impossibile "arresto a freddo" dei reattori http://is.gd/FSyotf), ora è l'UNSCEAR (cioè l'ONU) a mettere una pesante lastra di piombo su Fukushima Daiichi.
La voglia di tranquillizzare l'opinione pubblica giapponese (e mondiale) sul fatto che sul "nucleare si può andare avanti" è probabilmente, osservano ormai in tanti, più forte di qualsiasi "principio di prudenza".
La nuova homepage del sito dell'AIEA vale più di mille parole (www.iaea.org). Si vede un bel tasto di accensione "Nuclear Power Programme ON" dove si sottolinea che i Paesi, che in anni recenti hanno deciso di partire con il nucleare, continueranno con i loro piani atomici.
"Una trentina di Paesi continuano a considerare l'energia nucleare come una seria alternativa nel loro mix energetico a causa delle loro proccupazioni circa il crescente fabbisogno di energia, la dipendenza dai combustibili fossili, i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica" scrive l'AIEA (http://is.gd/VjajLe), specificando che, ovviamente, questi paesi "incorporano le lezioni imparate dall'incidente in Giappone nel processo di pianificazione". Forse quelle di non costruire delle centrali in riva al mare, o in territori sismici, avrà pensato qualcuno.
E così le foto che accompagnano il "nucleare" continuano ad evocare prati verdi e cieli azzurri, anche dopo Fukushima. Niente maschere "antigas", niente tute protettive, niente pesanti guanti di gomma, nessuna immagine di persone che, come un formicaio impazzito, cercano di salvare il mondo dalla contaminazione nucleare. Nucleare è ancora una volta sicurezza, serenità, ambiente e salute.
Questa immagine idilliaca sembra essere confermata anche dall'UNSCEAR, "Scientific committee on the effects of atomic radiation" dell'ONU, con i suoi sessanta esperti riuniti la scorsa settimana a Vienna per valutare gli effetti sulla salute conseguenti all'incidente nucleare di Fukushima Daiichi.
I risultati della contaminazione radioattiva di Fukushima sugli esseri umani sono "confortanti" e sintetizzati dalle parole di Wolfgang Weiss che ha dichiarato a Reuters: "Per quello che abbiamo visto le dosi dello screening della popolazione ...sono molto basse (...) " grazie "alla rapida evacuazione che ha funzionato molto bene".
Il lavoro di Wolfgang Weiss, capo dell'UNSCEAR, per scoprire che la situazione non sarebbe poi così grave a Fukushima, è stato sicuramente defatigante e complesso. Lo stesso Weiss spiega in una nota ufficiale la complessità dello studio: "Stiamo mettendo insieme le tessere di un puzzle, valutando le esposizioni della gente, dei lavoratori, e gli effetti delle radiazioni, e mettendo insieme i pezzi mancanti".
I 60 esperti dell' UNSCEAR, assicura la nota, sono "forniti" a costo zero dai 18 Stati membri delle Nazioni Unite. Ma questa precisazione non si sa se dovrebbe tranquillizzare o preoccupare.
Certamente è preoccupata quella parte del mondo e del Giappone che non vuole arrendersi alla conclusione che la probabile "fusione" di quattro reattori nucleari non porti a delle conseguenze catastrofiche.
Per tutte queste persone, la "passeggiata di salute" a Fukushima non può essere credibile, così come non è accettabile per le Madri di Fukushima che sono accampate in un sit-in permanente sotto il Ministero dell'Economia nipponico (http://is.gd/HBNqIK).
Senza contare ciò che pensano, dati alla mano, i ricercatori indipendenti, i blogger giapponesi, e quelle organizzazioni internazionali che da decenni si battono per la trasparenza sull'energia nucleare.
Per tutti questi soggetti le conlclusioni dell'UNSCEAR non possono che sfiorare il ridicolo.
Sono i fatti che smentiscono l'UNSCEAR, affermano ricercatori di tutto il mondo e molti giornalisti nipponici.
Leggere che Tokyo, nel 2011, ha visto il maggior numero di morti dalla sua storia (http://is.gd/qntPYi), per molti osservatori, non può essere infatti letto come una mera "coincidenza".
Così come il macabro "overbooking" del forno crematorio a Kanagawa (http://is.gd/V4KZHY).
Notizie come queste cozzano evidentemente con l'intenzione del Governo di Tokyo, strombazzata in tutte le agenzie del mondo, di far tornare nelle proprie abitazioni i circa 25mila sfollati della "no entry zone" (20Km attorno alla centrale) tra circa 5 anni, come si deciderà probabilmente, in base alle "misurazioni del ministero della Scienza" entro la fine di marzo.
Proclami che non possono che rievocare le rassicurazioni sovietiche alla popolazione di Pripyat, la cittadina nucleare vicina al reattore di Chernobyl, che fu rabbonita dal fatto che sarebbe presto tornata a casa, pochi giorni dopo l'evacuazione.
Ma all'epoca le radiazioni, a parte le "parole" per far scappare la gente con il cuore non troppo pesante e al più presto possibile, facevano davvero paura, anche al grande Impero del Male sovietico.
Oggi invece, purtroppo, le radiazioni non sembrano più "pericolose" come una volta. Ma ovviamente non per tutti, fortunatamente, è così.
Le osservazioni di Wolfgang Weiss dell'UNSCEAR non potevano infatti che sconcertare un esperto internazionale come Paolo Scampa, presidente dell'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants http://aipri.blogspot.com), che ha sempre affermato che "il negazionismo nucleare è un crimine contro l'umanità".
Abbiamo quindi chiesto a Paolo Scampa, da esperto della materia, un commento sulle dichiarazioni capo dell'UNSCEAR.
Il presidente dell'AIPRI risponde, non senza una certa amara ironia: "Le dichiarazioni 'ONU' che provengono dagli agenti per la promozione del nucleare non corrispondono a nessuna realtà". "E' pura disinformazione per le prime pagine concepite per sminuire la gravità della situazione post-Fukushima" continua Paolo Scampa, osservando che "d'altronde la stessa AIEA le smentisce quasi il giorno stesso. Dopo che in Giappone era circolata la notizia che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica stava per trasferire un ufficio di esperti a Fukushima, L'AIEA ne ha categoricamente respinto l'eventualità". "I dintorni sono così sicuri e l'aria è così pura che non ci vuole andare", conclude il presidente dell'AIPRI.

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