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Fukushima come Christine, la macchina infernale. Si sta "riaccendendo"

Fissione nucleare a Fukushima, questa volta è TEPCO ad ammetterla, anche se potrebbe essere stata una "criticità isolata che è avvenuta per un breve periodo di tempo". Fissione nucleare significa "riaccensione" spontanea del reattore, in maniera incontrollata ovviamente. Come quando Christine riaccende i fari e dà gas. Ma dentro non c'è nessuno.

Fukushima potrebbe tornare ad essere di nuovo "critica" come si dice in gergo, ovvero rincominciare a produrre quella reazione, chiamata "fissione nucleare" che, se controllata opportunamente, fa funzionare le centrali nucleari producendo energia termica. Il fatto preoccupante è che però l'impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi, dove la "reazione a catena" potrebbe ricominciare, è solo il relitto di una macchina ormai incontrollabile. L'evenienza che il reattore numero 2 di Fukushima si possa "riaccendere" da solo (o che l'abbia già fatto), senza alcun controllo da parte dell'uomo, ricorda un po' l'inquietante immagine di "Christine, la macchina infernale" di John Carpenter (dal romanzo omonimo di Stephen King). Ma essere "investiti" di nuovo da una "nube radioattiva" è terrorizzante per i giapponesi (e per tutto il mondo) molto più dell'incontrollabile macchina sfuggita alla volontà umana inventata da Stephen King. Come infatti aveva detto Gunther Oettinger (commissario europeo per l'energia) a pochi giorni dal terremoto-tsunami che sconquassò la centrale (costruita bellamente in riva al mare), Fukushima è un' "apocalisse nucleare" a tutti gli effetti. Anche se nella scala INES il disastro nipponico è messo solo a "parimerito" con Chernobyl, come "incidente catastrofico", ciò non può rappresentare una consolazione, visto che la crisi non è stata ancora risolta e che gli "effluvi" radioattivi dei reattori continuano nell'atmosfera dall'11 marzo. Molti esperti infatti sostengono la tesi che si debba ancora aggiungere alla scala INES un livello 8, cioè un "livello Fukushima". TEPCO infatti, come scrivono anche i media nipponici, può solamente "fare delle ipotesi" su ciò che sta succedendo nei reattori, dato che gli strumenti delle centrali in crisi sono stati in gran parte distrutti. Un'ipotesi molto probabile è che sia già accaduto da tempo non solo un "meltdown" ma forse anche un "melt-through" tanto da preoccupare l'intera "famiglia umana" (leggi "Nucleare, Benedetto XVI: la famiglia umana "potrebbe scomparire" http://is.gd/YlRKSD). La novità (se di novità si può parlare) di queste ore è che TEPCO, la famigerata azienda elettrica proprietaria dei reattori distrutti, ha annunciato ufficialmente di aver individuato, pare nel reattore "numero 2" di Fukushima, delle tracce di gas Xeno che sarebbe la spia di un "reinizio" di fissione nucleare. Che ci fossero segnali di "re-criticità" a Fukushima, i blog indipendenti l'avevano già segnalato da mesi, denunciando che nel reattore "numero 2", analizzando i dati ufficiali di TEPCO, c'era la presenza sospetta di Krypton-85 e Xenon-131 (http://is.gd/U6sD6h). Ma come è nello stile di TEPCO, dopo aver lanciato il sasso, subito si tranquillizza la sala stampa. Il manager dell'azienda Junichi Matsumoto dichiara infatti che potrebbe essere solamente una "criticità isolata che è avvenuta per un breve periodo di tempo". Insomma, se la fissione c'è stata, è stata "poca poca", come i famosi "coccodrilli" della Pravda sovietica che volavano sì, ma "bassi bassi". La mancanza di trasparenza sulla catastrofe nucleare di Fukushima è diventata, per molti osservatori ormai "ridicola", anche per via delle "bevute" del deputato e portavoce del governo Yasuhiro Sonoda, che si è scolato un bicchiere d'acqua "non radioattiva" proveniente dalle zone "decontaminate" (ecco il commovente video http://is.gd/Nf6KyV). Non è la prima volta che si assiste in Giappone a questi "teatrini della politica" come li definirebbe qualcuno. Giusto a poche settimane dalla catastrofe, si erano viste scene simili con solerti politici che mangiavano (con allegria tutta giapponese) pomodori ed altre verdure provenienti dalle zone "a rischio". Ma i giapponesi sembrano non "bersela" più e dopo tante bugie, come si scrive dal Sol Levante, chi non vive in uno stato "auto-ipnotico" non può che soffrire. Come testimonia Naoko Okada dal suo blog da Kyoto, anche la "decontaminazione" sta diventando un miraggio, innanzitutto economico: "secondo Tatsuhiko Kodama, professore e direttore del centro radioisotopi dell'università di Tokyo, - scrive Okada - che si sta impegnando nella decontaminazione della città di Minamisouma (che dista circa 25km dalla centrale nucleare di Fukushima), servono 5,6 milioni di yen (circa 52 mila euro) per decontaminare una casa. Minamisouma ha circa 40mila case, in totale occorrerebbero circa 220 miliardi di yen (circa 2 miliardi di euro). Per una città così piccola è una cifra impossibile da sostenere da sola" (http://is.gd/mOEBo2). Intanto l'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) continua a chiedere la risposta delle sue 5 domande su Fukushima dopo "sei mesi di censura suicida" (http://is.gd/ECexyB).

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