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Fukushima come Chernobyl: aumentati fino a 600% disordini neurologici dell'orecchio

Dal disastro nucleare di Fukushima il numero dei pazienti affetti da disordini neurologici dell'orecchio sono aumentati fino al 600%. Anche a Chernobyl, dopo l'esplosione della centrale atomica, i pazienti esposti a radiazioni presentavano "disturbi o anomalie" all'udito. Non sorprende quindi più di tanto il fatto che le istituzioni ed i media mainstream "non ci sentano dall'orecchio" della radioprotezione.

Un report stilato dal Soma General Hospital e dall'Università di Tohoku rivela che nella prefettura di Fukushima sono aumentati fino al 600% alcuni disturbi neuro-otologici (branca medica che studia i disordini neurologici dell'orecchio) dal 2011, quando cioè è esplosa la centrale nucleare giapponese provocando la fusione dei noccioli dei reattori 1, 2 e 3. Come fa notare il sito EneNews, anomalie dell'udito e malattie collegate agli organi di senso sono stati rilevati anche nelle persone esposte a radiazioni a causa del disastro nucleare di Chernobyl. I ricercatori hanno studiato l'influenza del disastro nucleare di Fukushima sulle malattie interne dell'orecchio, evidenziando che per quanto riguarda la zona di evacuazione il numero dei pazienti che sono ricorsi al reparto di otorinolaringoiatria è "aumentato del 364% il primo anno", del "324% il secondo anno" e di "354% il terzo anno" rispetto a quelli registrati prima dell'incidente atomico. Il report svela che nella città di Shinchi i nuovi pazienti che soffono di vertigini o della sindrome di Ménière, per esempio, sono aumentati del 64,3%, del 114,3% e del 46,4% rispettivamente nel 2012, 2013 e 2014 mentre nella città di Minamisoma i soggetti affetti da tali patologie sono cresciuti del dell'84,2%, del 152,6% e del 142,1% (sempre nel primo, secondo e terzo anno dopo il disastro di Fukushima).

Lo studio evidenzia invece che nella zona di evacuazione il numero di pazienti affetti da disordini neurologici dell'orecchio è aumentato di 7 volte (pari al 600%) nel 2012, di 5 volte (pari al 400%) nel 2013 e di 7 volte (pari al 600%) nel 2014. Il report precisa che in determinati casi i farmaci anti-vertigini non hanno prodotto effetti "probabilmente perché questi casi sono complicati da qualche malattia mentale". Inoltre, viene specificato che nella zona attorno alla centrale nucleare di Fukushima sono aumentate anche le "malattie cardiache e gli infarti cerebrali" così come i casi di "diabete, osteoporosi e le malattie psichiatriche". EneNews linka uno studio del 1995 pubblicato sul Journal of American Academy of Audiology che evidenziava che "il 100%" di questi pazienti esposti a radiazioni dopo il disastro nucleare Chernobyl presentavano "disturbi o anomalie" all'udito. Anche una ricerca del 2009 sulle malattie collegate agli organi di senso nei territori più contaminati attorno a Chernobyl mostra che tra il 46% e il 69% degli intervistati aveva un qualche disturbo all'udito.

Non dovrebbe sorprendere più di tanto, quindi, il fatto che i media mainstream "non ci sentano dall'orecchio" della radioprotezione. Ed anche le istituzioni, giapponesi e non, fanno "orecchie da mercante" visto che le Regioni di Tohoku e di Kanto (non quella di Pokemon ma l'area che comprende le sette prefetture di Gunma, Tochigi, Ibaraki, Saitama, Tokyo, Chiba e Kanagawa) presentano una contaminazione di oltre 40.000 becquerel per metro quadrato. Secondo le leggi del Giappone, tali zone dovrebbero essere evacuate ma poiché comprende un'area di 20.000 chilometri quadrati il governo ha "condannato" le circa 10 milioni di persone che vi abitano a rimanere esposte alle radiazioni ogni giorno.

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