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Fukushima, AIEA: "risposta all'ansietà della gente". Ma a porte chiuse

L'AIEA discute su Fukushima, ma a porte chiuse. Questo sarebbe il modus operandi per rispondere "all'ansietà della gente" citata da Yukiya Amano, direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite. Ma il "vizio originale in tutti gli incidenti nucleari" parte da un accordo AIEA-OMS del 28 maggio del 1959.

Ieri si è aperta la Conferenza Ministeriale sulla Sicurezza Nucleare dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) che si concluderà venerdì. La conferenza è molto attesa dagli esperti di tutto il mondo per capire quali decisioni verranno prese (e se verranno prese) per affrontare, a livello internazionale, l'"apocalisse nucleare" di Fukushima (come l'ha definita subito il commissario europeo per l'energia Gunther Oettinger). Ironia della sorte il direttore generale della AIEA in questo momento è proprio un giapponese, Yukiya Amano che, nel discorso di presentazione della conferenza, ha sottolineato che "abbiamo bisogno di dare una risposta urgentemente alle ansietà della gente" e che "una risposta internazionale è essenziale". Molti si chiedono se Yukiya Amano immagini che invece i popoli si aspettano delle risposte proprio dalla sua Agenzia. Il mondo aspetta infatti di sapere la verità, ad esempio sulla contaminazione effettiva del Giappone, delle aree attorno a Fukushima, dei valori di contaminazione "a terra" a Tokyo, della contaminazione dell'oceano, e dulcis in fundo, anche del grado di fallout radioattivo dell'emisfero nord del mondo. Per questo è stata lanciata una "Petizione Mondiale per Fukushima" (http://is.gd/AyVdC7) e già dall'inizio dell'emergenza giapponese il CRIIRAD francese (Commission de Recherche et d'Information Indépendantes sur la Radioactivité) ha promosso una petizione internazionale "per la totale trasparenza sulla radioattività dell'aria che respiriamo" chiedendo la pubblicazione dei dati dei sensori ad alta precisione sparsi in tutto il mondo del "Comprehensive Test Ban Treaty" (leggi Nube radioattiva: anche in italiano la petizione del CRIIRAD http://is.gd/UOIMI4). Ovviamente la AIEA e le istituzioni internazionali non rendono i dati di Fukushima "pubblici" (così come la TEPCO e il governo giapponese) anche per un vecchio "vizio originale, in tutti gli incidenti nucleari" ovvero l'accordo firmato il 28 maggio del 1959 tra l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e proprio l'AIEA che, come afferma Yuri Bandazhevsky, anatomopatologo bielorusso, "con quel patto del 1959 l'Oms è tenuta a non svelare le conseguenze della diffusione di radioattività sulla salute delle persone senza l'autorizzazione dell'Aiea" (da Left 16, 22 aprile 2011 via progettohumus.it, "Yuri Bandazhevsky: Chernobyl scomparsa" http://is.gd/12Ylot). Ed infatti l'AIEA, come volevasi dimostrare, dopo il discorso di Yukiya Amano che molti in rete hanno già definito "intriso di ipocrisia", a dispetto della trasparenza e della "informazione", analizzerà le problematiche dell'incidente di Fukushima "a porte chiuse". Alle discussioni su Fukushima parteciperà un gruppo ristretto e selezionato di scienziati, diplomatici e industriali che avranno la possibilità di chiedere alle autorità giapponesi la verità sul disastro, mentre i giornalisti saranno esclusi. Il portavoce della AIEA assicura a Bloomberg che i meeting su Fukushima sono riservati "a causa della natura altamente dettagliata e tecnica del lavoro di redazione", e che i "riassunti" saranno però pubblici. Già, i riassunti. Intanto il corio a Fukushima avrebbe provocato un "melt-through" nei reattori ("Nucleare: Fukushima fusione al 'corio'. Sindrome cinese in fieri?" http://is.gd/Y0MYGd) mentre alcuni ricercatori incominciano a sostenere che il rilascio "radioattivo" di Fukushima sarebbe almeno 20 volte più di Chernobyl.

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