le notizie che fanno testo, dal 2010

Fukushima 3 anni dopo. Realacci: su conseguenze sanitarie non c'è ancora stima condivisa

Alla vigilia del terzo anniversario del disastro di Fukushima, la catasfrofe sembra appena iniziata, non solo per l'ambiente e la vita umana ma anche per l'industria nucleare tutta. Mentre a Tokyo gli anti-nuclearisti protestano, in Italia il deputato del PD Ermete Realacci sottolinea come Fukushima sia "uno degli incidenti nucleari più drammatici della storia, sulle cui conseguenze sanitarie non c'è ancora una stima condivisa". E che rischia di far "scomparire la famiglia umana".

Alla vigilia del terzo anniversario del disastro di Fukushima, la catasfrofe sembra appena iniziata, non solo per l'ambiente e la vita umana ma anche per l'industria nucleare tutta. In Giappone, le associazioni ed i movimenti anti-nucleare si sono dati oggi appuntamento a Tokyo per il "No nukes Day", dando vita ad un corteo che finirà davanti l'ufficio del primo ministro e la sede del Parlamento. La manifestazione è per protestare contro la decisione del premier conservatore Shinzo Abe, che è intenzionato a riavviare i reattori nucleari del Giappone fermati per controllare i loro impianti di "sicurezza" dopo l'esplosione della centrale di Fukushima, classificata a livello 7 scala INES come e peggio di Chernobyl. Sul tema interviene anche Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, che sottolinea come Fukushima sia "uno degli incidenti nucleari più drammatici della storia, sulle cui conseguenze sanitarie non c'è ancora una stima condivisa". In una nota, il deputato del PD chiarisce che essendo "paragonabile solo a Chernobyl, Fukushima ha segnato uno spartiacque nella storia dell'energia. Tanto che secondo molti, tra cui il noto analista e consulente energetico americano Chris Nedler citato da QualEnergia, sarebbe ormai arrivato il punto di non ritorno nella transizione dalle fonti fossili e dal nucleare alle rinnovabili. - aggiungendo - In Italia il referendum del giugno 2011 ha fortunatamente fermato la follia del ritorno al nucleare. Enel dovrebbe ringraziare la saggezza dei cittadini italiani che con il loro voto hanno bocciato l'energia dell'atomo, evitando un fallimento annunciato".

Realacci sottolinea infatti che se oggi "Enel fosse impegnata nella costruzione di nuove centrali nucleari nel Paese, correrebbe il rischio di essere una 'bad company' ", precisando: "Per convincersi della rivoluzione in atto sul fronte energetico basta qualche dato: secondo l'EIA (Energy Information Administration, ndr) negli Stati Uniti si avviano a chiusura le centrali a carbone e almeno 60 GW di potenza non saranno più operativi entro il 2016. - e aggiunge - Ed è a livelli record anche il tasso di interruzione della produzione di energia da nucleare. Contemporaneamente crescono le rinnovabili". Ermete Realacci quindi conclude: "Secondo l'EWEA (European Wind Energy Association, ndr) nel 2013 il 72% della nuova potenza elettrica installata nell'Unione Europea è da fonti rinnovabili. E' il sesto anno consecutivo che le nuove installazioni rinnovabili superano il 55% di tutta la nuova potenza elettrica installata nell'UE. In Italia nel 2013 le rinnovabili hanno superato la barriera dei 100 TWh, arrivando a coprire il 38,5% della produzione nazionale di energia elettrica". Per il deputato del PD quindi "non ci sono dubbi su quale sia la strada da seguire" visto che "il futuro dell'energia è nell'innovazione, nella ricerca, nel risparmio energetico, nell'efficienza".

Nella speranza che la continua fuoriuscita di radiazioni nell'aria e nell'acqua dei reattori disastrati di Fukushima venga al più presto fermata. Ad un anno dall'incidente nucleare, Paolo Scampa, presidente dell'AIPRI (Associazione Internazionale per le Protezione contro le Radiazioni Ionizzanti), chiarì infatti: "La più grave catastrofe nucleare della storia dell'umanità è avvenuta l'11 marzo 2011 ed è appena iniziata. La spessa coltre di disinformazione che giunge dalla stesse, spesso ingannate, alte sfere non ci potrà far nulla. La malvagia realtà fisica dell'irraggiamento esterno ed interno non viene ahimè cancellata dal diniego. Concordiamo pertanto pienamente con il Papa (Benedetto XVI, ndr) quando disse 'l'umanità potrebbe scomparire'. - perché - Il potenziale tossico contenuto nei carburanti fusi è in effetti in teoria in grado di far lentamente e più volte estinguere a termine ogni specie animale per contaminazione interna".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: