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Francia: esplode inceneritore "nucleare". Verdi: "Referendum europeo"

Esplode un "forno" nel sito nucleare di Marcoule in Francia a una manciata di chilometri dai nostri confini. Fortunatamente sembra che non ci sia stata nessuna fuga radioattiva nell'ambiente, ma è partito il monitoraggio delle istituzioni e delle associazioni indipendenti francesi.

Il 2011 è stato sicuramente l'annus horribilis per l'energia nucleare civile. Un anno in cui si stanno mettendo in luce le fragilità di questa industria che, quando si "rompe" crea delle terribili catastrofi nucleari come Chernobyl e una "apocalisse nucleare" come a Fukushima (ancora in crisi, lontana da una soluzione). Questa volta un incidente in un impianto nucleare tocca da vicino l'Italia e quel "luogo comune", molto diffuso prima del referendum, che giustificava la costruzione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese per il fatto che "quelle in Francia erano talmente vicine che se esplodevano era come averle in casa", si rivela agghiacciante. L'incidente è avvenuto infatti proprio in Francia, al sito nucleare di Marcoule, a 30 chilometri da Avignone e a poco più di 150 dall'Italia. Marcoule è famosa per essere stata una installazione di ricerca per la costruzione della bomba atomica francese. Nel sito nucleare di Marcoule trovano posto intere filiere di "riprocessamento" di scorie nucleari, ed è proprio in un "forno" adibito alla fusione di materiali radioattivi, che si è verificata l' esplosione. Quel che sembra sia accaduto è che il "forno" esploso del Centre Nucléaire de Traitement e Conditionnement (Centraco), non sia altro che un tipo speciale di "inceneritore" che brucia soprattutto materiali tessili (tute, guanti, mascherine) usati negli impianti nucleari, per ridurne il volume. Si tratta comunque di rifiuti speciali "a bassa intensità" radioattiva. Questo non vuol dire ovviamente che sia esploso un forno di "frollini alla vaniglia". L'incidente è avvenuto attorno alle 12 e 30 di ieri ed ha provocato la morte di un operaio (trovato carbonizzato). Sino ad ora si ha notizia di 4 feriti di cui uno grave, ma che sembra non siano stati contaminati. La radioattività sembra confinata tra le mura dell'impianto anche se ulteriori monitoraggi sono in corso. Il governo francese ha escluso fughe radioattive ma le associazioni indipendenti come "Sortir du nucléaire" e il CRIIRAD stanno monitorando la situazione. Il sito di Marcoule, come si legge in un comunicato dei Verdi "viene utilizzato per produrre combustibile ricavato dal riprocessamento di uranio e plutonio proveniente dalle armi atomiche. Il sito danneggiato fa parte di un complesso più ampio di cui fa parte anche la centrale di Marcoule, la prima costruita in Francia nel lontano 1955". A proposito dell'incidente Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi dichiara: "Siamo molto preoccupati per l'esplosione nel sito nucleare francese di Marcoule, vicino Nimes. L'incidente in territorio transalpino dimostra che noi Verdi avevamo ragione e che avevano ragione gli oltre 27 milioni di italiani che hanno detto 'No' con il referendum al ritorno del nucleare in Italia" e aggiunge "Il nucleare è un'energia insicura e pericolosa che mette a rischio la salute ed il futuro delle popolazioni che vivono intorno alle centrali: è necessario avviare una battaglia per bandire il nucleare dall'Europa con un grande referendum europeo". Greenpeace rincara la dose rivolgendosi direttamente al Governo francese: "Greenpeace chiede alle autorità francesi completa trasparenza sull'accaduto e denuncia il fatto che la parte del sito coinvolta nell'incidente non è tra quelle che sono state sottoposte agli stress test europei".

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