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Dl omnibus: passa moratoria nucleare. Referendum: parola a Cassazione

Silvio Berlusconi l'aveva rivelato che "se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile", e quindi ecco inserito nel Dl omnibus la moratoria sul nucleare. L'ultima speranza è la Cassazione che dovrà decidere se mantenere o meno il quesito referendario.

Silvio Berlusconi l'aveva detto a viso aperto che il governo "ha ritenuto di introdurre questa moratoria per evitare il nucleare, per far sì che si chiarisca la soluzione giapponese e per far sì che magari dopo un anno, dopo due anni, si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all'energia nucleare, che tra l'altro è sempre molto più sicura". Silvio Berlusconi l'aveva rivelato che "l'accadimento giapponese (Fukushima, ndr), a seguito anche dei sondaggi che noi abitualmente facciamo sull'opinione pubblica, ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini" e che "se fossimo andati oggi a quel referendum il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire". Il Presidente del Consiglio era quindi consapevole che i cittadini italiani non vogliono centrali nucleari, né scorie, nel Paese. L'ha confessato lui stesso. Ma siccome l'Italia, spiega sempre candidamente il premier ha "stipulato con la Francia molti contratti", eliminare l'opzione nucleare non era possibile. E così, ecco inserito nel decreto Omnibus, passato ieri alla Camera con un voto di fiducia, la moratoria sul nucleare. Con il termine "moratoria", lo spiega la stessa Wikipedia, "si intende la sospensione di una obbligazione concessa per legge o la proroga della relativa scadenza nel caso sopraggiungano casi eccezionali". Non vi è quindi nessuno stop al nucleare. Il governo vuole andare avanti su questa politica e quindi ha deciso di prendere tempo, alla faccia del "popolo sovrano". Le regole della democrazia vengono ribaltate, perché milioni di cittadini hanno firmato per chiedere un referendum e poter decidere, come Costituzione stabilisce, su una determinata legge. Il governo, per stessa ammissione del Presidente del Consiglio, non vuole però interpellare i cittadini. Il governo, infatti, ha già deciso. E gli interessi economici sono troppo grandi. Non tutto è perduto per quei cittadini che stanno lottando per avere la possibilità di esprimere un loro diritto. La parola passa ora alla Cassazione, che dovrà decidere se mantenere o meno il quesito referendario. La Cassazione decide secondo la legge, ma in molti sperano che tenga anche conto dell'ingerenza del governo, che si è manifestata anche attraverso le parole del premier. Silvio Berlusconi ha affermato anche che "l'energia nucleare è sempre molto più sicura". Ma la realtà è un'altra. In tre centrali nucleari di Fukushima è in atto un meltdown dall'11 marzo 2011, che non si riesce a "spegnere". A rischio è la vita e la salute non solo dei cittadini del Giappone ma di buona parte della Terra, perché al contrario di Chernobyl, a Fukushima il problema non si riesce a risolvere. E per chissà quanto tempo. Gli italiani si erano già espressi nel 1987 contro il nucleare, sono stati costretti a doversi riesprimere nuovamente. E il governo vorrebbe impedirglielo. "Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure" (copyright Beppe Grillo).
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