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Deposito scorie nucleari: in Francia americio 241 in torrente e falda acquifera

Anche se c'è chi continua a sostenere che il nucleare sia una fonte di energia pulita, i rifiuti (ovviamente radioattivi) che derivano dall'intero processo continuano ad inquinare l'ambiente e creare enormi danni. Mentre in Italia si attende l'annuncio sul deposito di scorie nucleari, in Francia un torrente nei pressi dell'impianto di riprocessamento di La Hague presenta concentrazioni elevatissime di americio 241, un isotopo radioattivo ottenuto dal decadimento del plutonio.

Nonostante c'è chi si porterebbe "le scorie delle centrali atomiche nella camera da letto" per convincere la massa sulla sicurezza del nucleare, in Francia non c'è stato bisogno di un paventato attacco terroristico per rendere alcuni corsi d'acqua altamente radioattivi. Lunedì 10 ottobre l'Acro (Association pour le Contrôle de la Radioactivité dans l'Ouest) ha infatti diramato una nota avvertendo che a nord ovest del sito dell'impianto di riprocessamento di La Hague è stata rilevata una forte concentrazione di americio 241, un isotopo radioattivo ottenuto dal decadimento del plutonio.

Come riassume Wikipedia, l'impianto di riprocessamento di La Hague è infatti un centro di riprocessamento del combustibile nucleare esausto in cui vengono trattate scorie nucleari provenienti dalle centrali nucleari dislocate in Francia e parte delle scorie provenienti da reattori di Germania, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi e Giappone, per poterne estrarre alcuni elementi radioattivi. A La Hague, sito gestito dal gruppo Areva che si trova nel dipartimento della Manica (Normandia), vengono anche riprocessate parte delle scorie nucleari prodotte dalle centrali nucleari italiane durante il loro periodo di attività. Le stesse scorie che il governo Renzi vuole andare a stoccare in Italia, con la Sogin che sta valutando dove far sorgere il deposito nazionale analizzando un centinaio di siti potenzialmente idonei.

I campioni che hanno scoperto l'enorme contaminazione delle acque del Landes, nei pressi dell'impianto, sono infatti state prelevate in una zona vicino al silos 130, un luogo dove venivano stoccati proprio i rifiuti radioattivi e più volte chiuso dall'Autorité de Sureté du Nucléaire. Anche se sul suo sito internet l'Areva assicura di controllare mensilmente i torrenti Moulinets, Combes e Landes, l'Acro rivela che proprio in quest'ultimo torrente è stata riscontrata una concentrazione di americio 241 dai 9 ai 18 becquerel per chilo nella schiuma e di ben 71 becquerel per chilo nel sedimento della zona umida.

Da segnalare che di norma i valori massimi che è necessario riscontrare per rendere fortemente inquinata una zona vanno dallo 0,1 ai 5 becquerel per chilo. Le acque del Landes, che saranno ormai inquinate per decenni, vengono però regolarmente utilizzate per irrigare i campi e far abbeverare il bestiame. Inoltre, l'Acro avverte che c'è il serio rischio che la contaminazione radioattiva si sia già propagata nella falda acquifera, con il pericolo quindi che vada ad inquinare anche i pozzi.

Non è ancora chiaro come sia avvenuta la perdita di americio 241 visto che, osserva l'Acro, in quell'area non dovrebbero finire gli "scarichi gassosi" dell'impianto. L'Acro infatti si domanda se questa sia una nuova contaminazione radioattiva dovuta ai lavori in corso sul silos 130 oppure se è la la conseguenza del protarsi delle perdite che ci sono state in passato la zona a nord ovest dell'impianto. Il 6 gennaio 1981 nel silos 130 è infatti scoppiato un incedio che ha ovviamente disperso nell'aria vari elementi radioattivi come il Cesio 137, lo stronzio 90 e il plutonio 241, solo per citarne alcuni. Una volta domate le fiamme, però, le scorie radioattive non sono mai state rimosse.

© riproduzione riservata | online: | update: 12/10/2016

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