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Concerto primo maggio: polemiche sulla liberatoria "anti-referendum"

Dietro il "silenzio" sui referendum dal palco del Concertone peserebbe una misteriosa "liberatoria" che gli artisti avrebbero firmato, la quale impediva la "libertà di parola" sul 12 e 13 Giugno. Ascanio Celestini denuncia il fatto come "forma di autolimitazione, un tentativo di distrazione".

Dietro il palco del Concertone del primo Maggio, che quest'anno è sembrato a molti un po' in tono minore, forse per la "contemporaneità" con la beatificazione di Giovanni Paolo II, montano le polemiche. Pare che la normale "liberatoria" che di solito viene fatta firmare quando si è soggetti a riprese radiotelevisive, sia stata "arricchita" da elementi che non sono piaciuti a molti artisti e che rischiano di far scoppiare una polemica politica (per quanto gli "scoppi" avvengano ormai in un mondo di sordi). Ascanio Celestini denuncia il fatto che questa liberatoria del Concertone specificasse, oltre le solite regole, anche che gli artisti si astenessero "da affermazioni, dichiarazioni o comportamenti che possano influenzare il voto dell'elettore o fornire indicazioni di voto e da qualsiasi riferimento ai quesiti referendari". Pare che gli artisti che non avessero rispettato le "raccomandazioni" sarebbero stati anche multati in maniera salata. Dalle prime dichiarazioni degli artisti c'è chi dice di aver firmato questa liberatoria "senza leggere" pensando che fosse il classico documento di "quando si va in televisione" ma ora i più sembrano sconcertati. Il Comitato Fermiamo il Nucleare non ci sta e offre le sue pagine web alle dichiarazioni raccolte tra gli artisti durante il concerto. In una nota il comitato referendario, che unisce 70 associazioni contro il nucleare, afferma: "Aggireremo la censura: quello che non hanno potuto dire dal palco gli artisti lo hanno detto alle nostre telecamere. Le loro dichiarazioni saranno da domani sul sito Fermiamoilnucleare.it" e aggiunge "E' inaccettabile che da una parte non sia ancora stato approvato il regolamento che governa l'informazione per i referendum - regolamento che avrebbe dovuto già essere in vigore - e dall'altra, invece, si applicano regole estemporanee". E per quanto riguarda la presunta multa per i "disobbedienti" ai "diktat" della liberatoria il Comitato Fermiamo il Nucleare è netto: "quelle decine di migliaia di euro che pendono sulla libertà d'espressione degli artisti sono un'offesa inaccettabile alla libertà d'espressione e al pluralismo. Un'offesa agli italiani". Ma gli organizzatori del Concertone non hanno dubbi che questa liberatoria rispetti la legge e Marco Godano spiega che "il contenuto della liberatoria che è stata firmata dagli artisti è quello previsto dalla legge" e che rappresenta "quello che si fa in tutte le occasioni come questa, perché lo prevede la legge sulla par condicio". Non si sa se in risposta o meno a questa "liberatoria" Luca Barbarossa ed altri abbiano idossato la maglietta contro il nucleare con il logo dell'"urlo nucleare" di Greenpeace.

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