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Bambini di Fukushima come quelli di Chernobyl: li accoglie la Sardegna

Mentre media di tutto il mondo tentano di rassicurare sul disastro nucleare di Fukushima, nel 2011 "il 45%, analisi su 1.000 bambini, ha dimostrato la presenza di disfunzioni tiroidee". L'Associazione "Orto dei sogni", in collaborazione con la Caritas di Oristano, ospiterà quindi in Sardegna un gruppo di bambini di Fukushima, perché purtroppo non sono diversi da quelli di Chernobyl.

Nonostante media e ricercatori di tutto il mondo tranquillizzano riguardo la contaminazione nucleare provocata dell'incidente di Fukushima , e dall'Università di Stanford arriva la "rassicurante" notizia che al massimo ci saranno "fino a 2.500 casi di cancro" in tutto il mondo, Morimi Kobayashi, tra i soci fondatori dell'Associazione milanese "Orto dei Sogni", rivela che "otto mesi dopo il terribile incidente di Fukushima, non abbiamo ancora informazioni precise a riguardo. L'espansione della radioattività sta diventando un problema sempre più serio - rivelando - Ad agosto 2011 il 45%, analisi su 1.000 bambini, ha dimostrato la presenza di disfunzioni tiroidee. Le autorità sanitarie giapponesi hanno imposto il loro allontanamento di 30 Km, obbligandoli a cambiare stile e abitudini di vita ma non per questo preservandoli dal rischio di ulteriori esposizioni radioattive".
E proprio per preservare i bambini di Fukushima, esattamente come quelli di Chernobyl, dal pericolo delle radiazioni, rilevate anche alla Stazione di Tokyo , che l'Associazione "Orto dei Sogni" , in collaborazione con la Caritas di Oristano, offrirà per il primo anno, dal 27 luglio al 24 agosto 2012, ad un gruppo di 12 bambini giapponesi della scuola elementare (tra i 7 e i 12 anni di età) dell'area di Fukushima un soggiorno in Sardegna durante le vacanze estive. Come per i bambini di Chernobyl, l'obiettivo è quello di far interagire i bambini "con l'ambiente salubre del posto, nonché sviluppare in senso generale il loro stato di salute psicofisica e contribuire a lenire i traumi del disastro". Morimi Kobayashi sottolinea che l'aria dell'Italia, ed in particolare "un'oasi di pace e di tranquillità nel cuore della Sardegna" come è la zona di Marrubiu (Oristano) che ospiterà i bambini di Fukushima, "aiuta l'organismo dei bambini a disintossicarsi, a fortificare il sistema immunitario preservandoli da altre malattie come per esempio le infezioni". Kobayashi ricorda infatti come sia "stato provato che dopo la permanenza in Italia per i bambini di Chernobyl si riduce il rischio di malattie collaterali".

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