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Alluvione Genova, c'è ancora pericolo: "Piani casa sono una sciagura"

Dopo l'alluvione che ha colpito, e distrutto, le Cinque terre, anche Genova è stata travolta da un fiume di acqua e fango. Finora sono 6 le vittime, tra cui due bambine. E' stato uno tsunami, afferma il sindaco di Genova. "I piani casa sono una sciagura" sottolinea il geologo Mario Tozzi.

E' proprio sbagliato il rapporto nostro col territorio. In Liguria ogni cambio di stagione ci dobbiamo aspettare l'alluvione, non c'è nessuna possibilità che vada diversamente - tuona il geologo Mario Tozzi nel corso di una intervista di Giulia Santerini a repubblica.it (http://is.gd/0g4tpv) - Anche perché, fatemelo dire, devo prendermela anche con chi governa, con chi amministra". Il sindaco di Genova Marta Vincenzi spiega però di non essere "responsabile". "Di cosa? - domanda la Vincenzi - del fatto che uno tsunami ha colpito la città di cui sono sindaco?". La Vincenzi rinuncia, nel giorno dell'alluvione di Genova, a causa della quale sono morte 6 persone, tra cui due bambine, anche a "sparare a zero sul governo" perché, precisa, odia "lo sciacallaggio". "Abbiamo speso fior di milioni per le opere di sicurezza e il disastro è avvenuto in zone messe in assoluta sicurezza - sottolinea il sindaco di Genova - No, lo tsunami non è colpa di Berlusconi. Né della Vincenzi". La colpa è solo quindi della pioggia, che in nemmeno venti minuti ha fatto esondare il torrente Fereggiano invadendo con la sua acqua (e fango) il capoluogo ligure e in particolar modo il quartiere Marassi? Per Mario Tozzi non sembra essere così, spiegando come in questi ultimi anni c'è stata "una bulimia costruttiva in questo Paese che non ha uguali al mondo". "In Italia vanno perduti circa 200mila ettari all'anno fra incendi, deforestazione, costruzioni, asfalto, strade, infrastrutture. Per darvi una idea, in Inghilterra mi pare che ne vanno via 15mila - rivela sempre il geologo a repubblica.it - Genova poi, e lo Spezzino, sono proprio emblematiche da questo punto di vista. Sono costruite dentro i fiumi, e allora che succede: che la pioggia quando cade, invece di infilarsi nel terreno in profondità, e farlo funzionare come una fogna, facendologli assorbire l'acqua in eccesso, non lo fa penetrare, perché appunto asfalto e cemento lo rendono impermeabile. Quell'acqua resta fuori e va a finire nel fiume, che non è commisurato per prenderne così tanta, perché una parte doveva andare sotto, e in più nel fiume ci hanno costruito". Mario Tozzi denuncia inolte come "gli amministratori locali ormai fanno denari soltanto sulle concessioni edilizie, fanno costruire dappertutto pure dove non si dovrebbe". "I piani casa sono una sciagura - conclude quindi il geologo - quello ligure poi forse il peggio di tutti. In più il nuovo piano permette di costruire non più a dieci ma a tre metri dalla riva dei corsi d'acqua. Questa è una follia. Per non parlare poi dei condoni, che hanno fatto il resto". Dopo il disastro avvenuto solo pochi giorni fa nelle Cinque terre e nello Spezzino (http://is.gd/sZA1xy), ciò che è accaduto a Genova ha fatto ripiombare l'intera Italia nella paura delle alluvioni. "Uno dei più grossi deficit, nel nostro Paese, in questo momento, sotto il profilo della Protezione Civile, è la capacità di ogni singolo cittadino di autoproteggersi" spiega infatti Franco Gabrielli, Capo dipartimento della Protezione Civile, a cui "sarà attribuito l'incarico di commissario delegato". L'allerta a Genova inoltre continua a rimanere alta. Sabato le scuole rimarranno chiuse, ed è stato vietato l'uso delle macchine all'interno della città. "C'è una situazione di pericolo che è tutt'altro che rientrata" avverte Gabrielli, mentre il sindaco Marta Vincenzi sottolinea: "Ci si metta in salvo perché in questo momento non c'è altro da fare. Adesso è come se ci fosse una guerra in corso, bisogna andarsene via dai piani terra e non restare in strada. Questo deve entrare nella nostra testa e nella cultura quotidiana, non c'è altro modo per difendersi". Tranne, forse, quello di comprendere che l'essere umano non vive fuori ma all'interno di un territorio, e se questo non viene preservato rischia di soccombere con esso.

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