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Obbligo catene a bordo, l'ordinanza "irrita i cittadini"

Sta per entrare in vigore l'ordinanza della Provincia di Milano che obbliga gli automobilisti a circolare dal 15 novembre al 31 marzo con le catene a bordo o con pneumatici invernali. Ma scatta la polemica, perché anche i pendolari dovranno rispettare tale obbligo.

Sta per entrare in vigore l'ordinanza della Provincia di Milano firmata dall'assessore PdL De Nicola che obbliga gli automobilisti a circolare dal 15 novembre al 31 marzo, sulle strade provinciali, con le catene a bordo o con pneumatici invernali.
Un'ordianza che ha generato un certo caos, perché le rischieste sono naturalmente tante e i gommisti non sono riusciti ad organizzarsi. In secondo luogo non tutti sono favorevoli a tale obbligo e Giuseppe Petralia, capogruppo pidiellino in Consiglio comunale a Bergamo, e il suo vice Stefano Lorenzi hanno firmato un documento che la definisce "ordinanza di dubbia efficacia che irrita i cittadini" perché sarebbe invece "una forzatura inopportuna sia rispetto all'eventuale sicurezza in caso di nevicata improvvisa, sia rispetto al concetto di eventuale prevenzione che sembrerebbe essere stato determinante per la loro emissione".
Tale atto è stato portato avanti pensando a tutti quei pendolari che appunto da Bergamo ogni giorno entrano nella provincia di Milano e saranno quindi constretti ad adeguarsi alla normativa di un'altra città, a danno del proprio portafoglio. Perché il costo dei pneumatici varia dai 400 ai 1.000 euro, a seconda del tipo di macchina e in caso di inadempienza la multa si aggiura intorno ai 78 euro.
Così sul piede di guerra oltre alle associazioni dei consumatori entrano le province di confine, come quella di Monza che denuncia di non essere stata "nemmeno consultata" sottolinenado che "questa decisione penalizza pesantemente, in un momento economico difficile, i nostri pendolari che ogni mattina entrano a Milano".
Ma De Nicola risponde a tutte queste obiezioni spiegando che il provvedimento è stato pensato prima di tutto per "una questione di sicurezza" visto che "il danno per la collettività quando si verificano incidenti è molto più alto di quello economico per chi dovrà comprare le catene o montare le gomme".

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