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'Ndrangheta: 300 arresti. Grasso: struttuta autonoma riportata all'obbedienza

Maxi-operazione contro la 'ndrangheta che "ha portato all'arresto di 300 importanti esponenti delle cosche calabresi e lombarde" con "la capacità di infiltrazione negli ambienti più diversi".

Maxi-operazione contro la 'ndrangheta che "ha portato all'arresto di 300 importanti esponenti delle cosche calabresi e lombarde", come spiega durante la conferenza stampa di ieri al Palazzo di Giustizia di Milano, sottolineando come abbia avuto "la capacità di infiltrazione negli ambienti più diversi".
Ciò che viene fuori da questa operazione è come tale organizzazione di stampo mafioso abbia "colonizzato la Lombardia" e che si è riusciti a concludere questa indagine grazie ad "intercettazioni telefoniche, ambientali, su pedinamenti e altre risultanze squisitamente oggettive".
Gli organi al vertice agivano dando ordini dalla Calabria, comprese le decisioni di matrimoni e battesimi, che diventavano vere affiliazioni tra le famiglie.
Incredibile l'infiltrazione nei piccoli centri lombardi, riuscendosi a riunirsi anche in centro di Paderno Dugnano intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, proprio per eleggere un nuovo "mastro generale", Pasquale Zappia.
Tra gli arrestati Domenico Oppedisano, presunto padrino, fermato in Calabria e Pino Neri, capo in Lombardia.
L'operazione è stata coordinata dai due procuratori di Milano Ilda Bocassini e Giuseppe Pignatone.
Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, sottolinea come "non si può parlare di una conquista di Reggio Calabria sulla Lombardia" ma che in Lombardia "c'è una struttura che voleva rendersi autonoma ed è stata riportata all'obbedienza". A chi gli chiede perché proprio la Lombardia, Grasso risponde come in questa regione ci siano "attività imprenditoriali ad alta redditività: qui le società nascono una dietro l'altra e sono in grado di mimetizzarsi".

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