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Crisi: anche 'ndrangheta fa sconti e rate su pizzo

Con la pesante crisi economica che attanaglia gli imprenditori sembra che ci faccia i conti anche la 'ndrangheta, che pare fare sconti e rate sul pizzo. Stando ad una indagine condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria "gli arrestati evitavano di usare metodi bruschi, persino dilazionando, in un caso, una tangente da ottomila euro in sedici mensilità da cinquecento euro".

Se al centro della vicenda non ci fosse, tra le ipotesi di reato, l'estorsione aggravata e l'associazione a delinquere di stampo mafioso, la notizia oltre a far sorridere amaramente dovrebbe far riflettere, soprattutto chi ha il compito di far uscire da questa pesante crisi economica l'Italia. Stando alle indagini e ad alcune intercettazioni ambientali condotte dalla squadra mobile di Reggio Calabria, infatti, sembra che anche la ' ndrangheta abbia fatto i conti con la crisi che attanaglia gli imprenditori, facendo sconti e rateizzando i soldi del pizzo. Il presunto boss Francesco Zindato, attualmente in carcere, avrebbe infatti "invitato" gli uomini dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Reggio Calabria a non "andare da chi non può pagare nemmeno le bollette", mentre Gennaro Semeraro, dirigente della squadra mobile, spiega: "Gli arrestati evitavano di usare metodi bruschi, persino dilazionando, in un caso, una tangente da ottomila euro in sedici mensilità da cinquecento euro". Dall'operazione di indagine sono infatti scattati cinque ordini di custodia cautelare, per Francesco Zindato (36 anni, già detenuto), Demetrio Sonsogno (44 anni, ritenuto dagli inquirenti il reggente della cosca), Antonino e Santo Labate, di 36 e 33 anni, e la moglie di Zindato, Tchorzewska Malgorzata, detta Margherita.

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