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Tumore al colon retto: nanoparticelle per cure personalizzate a Genova

L'Istituto Italiano di Tecnologia (ITT) e l'Ospedale Galliera di Genova hanno come obiettivo quello di sconfiggere il tumore al colon retto grazie ad una terapia personalizzata che, grazie alle nanotecnologie, rilascerà il farmaco direttamente sul tessuto tumorale in base al profilo genetico del paziente.

Anche se l'italiano ha ormai raggiunto l'"overdrive" di impasticcamento da farmaci (1.039,4 dosi giornaliere ogni mille abitanti) il futuro della farmacologia sembra far ben sperare sulle terapie mirate. Basta con i farmaci ingollati in maniera indiscriminata, meglio pochi ma davvero efficaci. La frontiera della medicina è infatti quella di eliminare progressivamente le cure "generiche" per arrivare a delle terapie personalizzate basate ad esempio sulla genetica e sul "mobile healthcare" (come si sta cercando di fare per la celiachia e per l'artrite reumatoide). In altre parole, per fare un esempio, se oggi usiamo tutti la famosa compressa effervescente per "curare" il raffreddore, domani ci sarà una compressa creata unicamente per noi. E se sarà composta di frizzanti nanoparticelle sarà veramente segno che i futuro è arrivato. Futuro terrorizzante per una piccola minoranza della popolazione, elettrizzante per la massa. Fatto sta che il futuro è prossimo, dato che al massimo tra cinque anni le nuove terapie personalizzate a base di nanoparticelle, genetica e screening avanzato si potranno trovare a Genova, all'Ospedale Galliera.

Un accordo tra l'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) e l'Ospedale Galliera vuole infatti arrivare al "primato mondiale per il programma italiano di terapie personalizzate". Il primo obiettivo è curare il tumore al colon retto grazie allo sviluppo di un percorso di medicina personalizzata che unisca nanotecnologie, genetica e scienza dei farmaci. Il tumore del colon-retto rappresenta il secondo tumore maligno per incidenza e mortalità, dopo quello della mammella nella donna e il terzo dopo quello del polmone e della prostata nell'uomo. Il 55% dei casi si ha nei paesi industrializzati. "Lo sviluppo di nuove terapie efficaci è il focus su cui l'attuale oncologia medica si sta concentrando - spiegano all'IIT -, mettendo in campo la ricerca d'avanguardia nel campo delle nanotecnologie e del rilascio intelligente di farmaci (drug delivery). L'accordo tra i due Istituti genovesi prevede l'identificazione di terapie personalizzate, dove il rilascio del farmaco direttamente sul tessuto tumorale è definito nei tempi, quantità e tipologia in base al profilo genetico del paziente".

La sperimentazione prevede la realizzazione di "vettori intelligenti" per il rilascio di farmaci anti-tumorali direttamente nel tessuto malato, adeguando la terapia al paziente e in modo da massimizzare l'efficacia dell'intervento e ridurre la possibilità di ritorno della malattia e i tempi della sperimentazione sono fissati nell'arco dei prossimi tre/cinque anni per nuova terapia per il tumore al colon-retto. Il programma scientifico sarà seguito da Paolo Decuzzi, Direttore del Laboratorio di Nanotecnologie per la Medicina di Precisione dell'IIT, e Andrea De Censi, Direttore della S.C. Oncologia medica dell'Ospedale Galliera. La chiave del progetto è la produzione nel laboratorio di Paolo Decuzzi all'IIT di nanoparticelle di materiale polimerico biodegradabile che avranno il compito di "agire da navicelle su cui caricare più molecole di farmaco antitumorale e rilasciarle direttamente sul tessuto malato". "La collaborazione con il Galliera permetterà di perfezionare tali nanoparticelle - spiegano all'Istituto di Tecnologia -, in modo che siano 'personalizzate' sul profilo del paziente. Il tumore, infatti, differisce da paziente a paziente sia per le differenze genetiche degli individui, sia per le caratteristiche specifiche del singolo tratto intestinale, cioè architettura vascolare e tissutale. I ricercatori, quindi, svilupperanno modelli pre-clinici che replicano le caratteristiche specifiche di ciascun malato e vi testeranno l'efficacia dei vettori nanotecnologici".

"Questo approccio è molto potente perchè permetterà di identificare per ogni singolo paziente la tipologia di particella e la combinazione farmacologica che con più alta probabilità porterà alla remissione della malattia" spiega il prof. Paolo Decuzzi dell'Istituto Italiano di Tecnologia. "A regime, saremo in grado di realizzare il modello pre-clinico paziente specifico in qualche settimana, testare le varie combinazioni sul modello pre-clinico, ed infine somministrare al paziente solo la soluzione più efficace". Le nanoparticelle, "arricchite" dall'esperienza del prof. Andrea De Censi maturata alla S. C. Oncologia medica del Galliera, troveranno il loro ruolo per la prima volta in una terapia per il colon-retto di tipo combinatoriale e cioè come si legge nella nota dell'ITT "saranno due i farmaci rilasciati dalle nanoparticelle: uno che blocca il tumore e l'altro che allieva gli stati infiammatori corresponsabili della proliferazione tumorale". "Un nuovo esempio di medicina di precisione dove, ai classici farmaci fino ad ora utilizzati, si associa l'uso di integratori di origine vegetale che, attraverso le nanoparticelle possono essere somministrati in dosi altissime sfruttandone l'effetto sinergico" precisa il prof. Andrea De Censi dell'Ospedale Galliera. "Alcuni esempi possono essere portati da composti quali aspirina (appunto, ndr), curcumina e mirtillo che esercitano una potente azione antinfiammatoria e che a dosi elevate possono dare una risposta anti-tumorale. In questo modo inoltre, abbiamo la possibilità di aumentare l'attività della terapia tradizionale, la chemioterapia, riducendone gli effetti collaterali".

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