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Nanoparticelle nei cibi: Parlamento UE boccia esenzione obbligo etichettatura

Il Parlamento Europeo boccia la ridefinizione proposta dalla Commissione UE riguardo i "nano materiali ingegnerizzati", particelle minuscole aggiunte agli alimenti, perché consentirebbe di esentare molti cibi contenenti nanoparticelle, e già sul mercato, dall'obbligo di mostrare sull'etichetta i requisiti richiesti dalla normativa vigente.

Le nanoparticelle presenti in alcuni alimenti, già sul mercato, entrano nell'organismo umano (pelle, intestino, cervello, cellule del sangue, ecc..) molto più facilmente della maggior parte di materiali simili e possono essere utilizzate per cambiare il sapore, il colore, la struttura del cibo. Ma le nanoparticelle, e gli alimenti che le contengono, sono sicuri per la salute del consumatore? Non c'è ancora una risposta chiara, ma almeno le regole dell'UE richiedono alle aziende di indicare in etichetta la presenza di nanomateriali. In Europa il tema però continua ad essere caldo, gli interessi sono tanti e la discussione rimane accesa. Le regole in vigore dell'Unione Europea definiscono come nanomateriale "ingegnerizzato" il materiale prodotto artificialmente di dimensioni inferiori ai 100 nm (nanometri). La Commissione europea ha proposto un'altra definizione, specificando che un nanomateriale dovrebbe essere costituito almeno dal 50% di particelle di dimensioni comprese tra 1 e 100 nanometri. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha indicato come soglia limite di contenuto di nanoparticelle il 10%. Ieri, 12 marzo, il Parlamento europeo però ha respinto la ridefinizione della Commissione, perché avrebbe consentito di esentare molti cibi contenenti nanoparticelle, e già sul mercato, dall'obbligo di mostrare sull'etichetta i requisiti richiesti dalla normativa vigente. La bocciatura alla definizione della Commissione UE da parte del Parlamento europeo è arrivata con 402 voti a favore, 258 contrari e 14 astensioni. Il relatore Carl Schlyter (Verdi/ALE, SE), sottolinea in una nota: "Il Parlamento ha ripetutamente chiesto la corretta etichettatura ed è molto sorprendente che la Commissione abbia anche cercato di indebolire ciò che è stato deciso dal Parlamento e dal Consiglio. - chiarendo - I consumatori hanno il diritto di conoscere e di fare la loro scelta. Non vogliono che la Commissione scelga per loro. Ecco perché il voto di oggi è importante".

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