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Gazebo sfratta Zoro e dice RESET

Diego "Zoro" Bianchi si era seduto sotto il Gazebo credendo di aver colonizzato l'immaginario collettivo delle tensostrutture. Ma direttamente dagli anni '80 risorge il vero Gazebo con il suo nuovo album di inediti RESET (tutto in maiuscolo).

In principio gazebo era minuscolo ma poteva anche essere abbastanza grande. La "piccola costruzione protettiva" per Wikipedia, se si aveva un geometra bravo e il Comune compiacente poteva pure trasformarsi in una tensostruttura che, prima o poi, sarebbe diventata una casa vera e propria con un salutare tetto in eternit. Poi arrivarono gli anni '80 e il gazebo diventò maiuscolo grazie a Paul Mazzolini. Il cantante che in arte si faceva chiamare appunto Gazebo divenne una star planetaria partendo da un successo come "Masterpiece" nel 1982 e consacrandosi nel 1983 con la Baby Records di Freddy Naggiar con "I Like Chopin". Il video girato da David Rose è un pezzo di ambra fossile che racchiude la natura di quelli che furono considerati a posteriori gli "anni della rapina" (alle generazioni attuali, senz'altro). Gazebo diventa quindi la punta di diamante del genere "italo disco", anche se la sua capacità artistica e compositica è chiaramente maggiore dell'etichetta. Chi è musicista non può infatti non riconoscere in tutta la produzione di Mazzolini una notevole vena "progressive". Ma Gazebo ha anche la penna felice, scrive ad esempio il testo di "Dolce vita" che diventa il best seller di Ryan Paris (la musica è dell'altro genio dell'italo Disco Pierluigi Giombini).

Gli anni però passano, e gli '80 lasciano spazio agli insipidi '90, e poi alla grande depressione degli anni zero con le Torri Gemelle, e alla profonda crisi (anche d'identità) in cui il mondo intero sprofonda oggi. Il gazebo negli anni digitali ritorna purtroppo minuscolo ed è addirittura venduto negli ipermercati. Solamente nel 2013 Gazebo ha l'occasione di tornare maiuscolo per via di Diego "Zoro" Bianchi che presenta la trasmissione omonima (prodotta da Fandango, regia di Igor Skofic).Nella prima puntata, per chi se la ricorda, il lungo monologo iniziale di Zoro citava proprio il maiuscolo precedente (il Gazebo cantante) come eventuale disambiguità contingente del nome della trasmissione. "I like Chopin" ogni tanto torna canticchiata come citazione subliminale nella trasmissione di Rai 3, mentre Gazebo per molti si trasforma, senza soluzione di continuità, da avamposto ruspante di televisione "de sinistra", a salotto radical chic. Per molti ma non per tutti, ovviamente, per citare gli anni '80. Ma proprio quando nell'immaginario collettivo il Gazebo, a furia di Zoro e di offerte negli ipermercati, stava diventando una trasmissione televisiva balneare, relegando nel dimenticatoio i sintetizzatori che avevano fatto battere il cuore a milioni di adolescenti dell'Italia da bere, Paul Mazzolini, forse stanco di stare dietro al mixer come produttore discografico dice "RESET" (tutto in maiuscolo).

Già, proprio come Beppe Grillo, il Gazebo che fu, ridiventa il Gazebo di sempre sfrattando Zoro. Il 6 novembre è infatti uscito il nuovo album di Gazebo con 12 brani originali (ci sono però ben 3 bonus track) che riportano l'artista italiano alle atmosfere di "I Like Chopin" almeno come strumentazioni. Finalmente tornano suoni analogici caldi prodotti non da emulatori VST ma da una vera Linn Drum, dal glorioso Emulator, dal progressivo Minimoog e dal vecchio marpione Oberheim. "Ho deciso di confrontarmi con la musica che va di moda oggi nelle radio e nelle discoteche, basata spesso su un'esagerata amplificazione della cassa, senza comunque voler rinunciare al mio stile - ha dichiarato Gazebo - Ho lavorato in ibrido, cercando di ottenere il meglio dai due mondi, da una parte la pasta ed il suono dell'analogico dall'altra la grande versatilità dei mezzi digitali". Il nuovo album "RESET" di Gazebo è già disponibile per un assaggio su Youtube ed è ovviamente in vendita sugli store digitali. Rimane comunque la possibilità di averlo in CD (peccato non in vinile) sul sito dell'artista. Chissà se Zoro l'ha già comprato.

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