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Sconti su multe se paghi con carta di credito. Non è discriminatorio?

Mentre si discute la riforma del codice della strada, spunta una idea bipartisan, quella di prevedere uno sconto sulle multe se vengono pagate immediatamente tramite carta di credito o bancomat. Nessuna riduzione per chi vorrà pagare in contanti. Ma la legge non è uguale per tutti, anche per i non possessori di strumenti per i pagamenti elettronici?

Nel corso della discussione sulla riforma del codice della strada spunta una "idea bipatisan", come la definisce il capogruppo del PD in commissione trasporti alla Camera, Michele Meta, ma che comunque non mancherà di far discutere.
L'idea bipatisan è quella di prevedere uno sconto, tra "il 10 e il 20%", per quegli automobilisti che, alla contestazione di una infrazione, decidono di pagare subito la multa.
Il problema però, fa già notare qualcuno, risiede nel metodo di pagamento.
Per usufruire dello sconto, l'automobilista dovrà possedere una carta di credito o bancomat, visto che il pagamento avverrà tramite POS "direttamente all'agente che rileva la violazione del codice e emette la contravvenzione".
Riguardo tale proposta, sembra quindi di capire, ci sarebbe "un orientamento unanime" perché, spiega Mario Valducci, il presidente della commissione intervenuto al convegno sulla sicurezza stradale organizzato dal Centro Diss di Parma, ad oggi alcune sanzioni sono "giudicate eccessive", spiegando che "si sta lavorando per una riduzione degli importi".
Una riduzione che, se la proposta andasse in porto, potrebbe però essere discriminatoria.
Chi non è possessore di un bancomat o di una carta di credito (o non intende utilizzarle), infatti, non potrà usufruire dello sconto sulla contravvenzione, che di certo non supererà mai i famosi 1.000 euro per cui non è possibile pagare in contanti, come attualmente prescrive la legge dopo l'approvazione del "Salva Italia" di Monti.
Perché, si domanda già qualcuno, solo l'automobilista munito di carta di credito potrà avvalersi della riduzione sulla contravvenzione? Eppure la legge è uguale per tutti, e quindi è diritto del cittadino utilizzare il metodo di pagamento che preferisce, almeno fino ai 1.000 euro.
Da qualche anno, però, la pressione esercitata nel convincere gli italiani a munirsi di strumenti per i pagamenti elettronici è sempre maggiore, anche se episodi come quelli avvenuti nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna, dove la Barclays per un "errore di procedura" ha "bloccato le carte di credito" perché il cittadino "potrebbe aver perso casa e lavoro e potrebbe non essere più in grado di pagare gli acquisti" (come riportava il direttore della Confesercenti di Ferrara), dovrebbero forse far riflettere.
Come avrà riflettuto probabilmente qualcuno nel venire a conoscenza che negli Stati Uniti la FBI ha distribuito ai commercianti dei volantini dove il "pagamento in contanti" anche solo di un caffè figura come un "atteggiamento sospetto" da segnalare alle autorità.

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