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Morti sul lavoro: a Bergamo e Roma. Napolitano: mai tragiche fatalità

Ancora morti sul lavoro, uno alle porte di Bergamo e l'altro a Roma, anche nel giorno del quinto anniversario del disastro di Campello sul Clitunno, tanto che Napolitano sottolinea che queste non sono mai "inevitabili tragiche fatalità".

A sottolinearlo il Capo dello Stato, che precisa che deve essere sempre "rifiutata l'idea" che le morti sul lavoro siano "inevitabili tragiche fatalità". Giorgio Napolitano, ricordando il quinto anniversario del disastro di Campello sul Clitunno (in provincia di Perugia) in cui persero la vita quattro lavoratori (a causa dell'esplosione di un oleificio), specifica infatti che non "è ammissibile" alcun cedimento "per ciò che deve essere l'impegno di tutti, istituzioni pubbliche, anche locali, mondo delle imprese, pubblica opinione, insieme con la vigile consapevolezza degli operatori, affinché la sicurezza e la dignità del lavoro abbiano quella valenza primaria che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica". La giornata di venerdì, però, è stata funestata da altri due morti sul lavoro, uno a Lallio, alle porte di Bergamo, e l'altro a Roma. A Lallio, verso le 4:30, è saltata letteralmente per aria una caldaia di una cartiera, distruggendo un capannone. L'operaio di 50 anni, che lavorava alla cartiera da 19 anni, è rimasto travolto dalle macerie del capannone, tanto che il corpo è stato recuperato dopo circa due ore. L'esposione della caldaia è stata così forte da lanciare i vari calcinacci e detriti a decine di metri di distanza, andando a danneggiare automobili parcheggiate nei pressi della ditta ma anche alcune facciate di abitazioni situate nel raggio di circa un chilometro dalla cartiera. Morto invece schiacciato sotto il peso di pannelli di legno che stava accatastando in un cantiere in zona Anagnina un operaio romeno di 53 anni. La "struttura" dei pannelli impilati ha improvvisamente ceduto, crollando sul lavoratore. In entrambi i casi, le procure di competenza stanno indagando sulle dinamiche per accertare, eventualmente, le responsabilità degli incidenti. Rimasto invece ferito gravemente ad una mano un operaio che lavora in una azienda che produce ante in legno, a Cormons (Gorizia). Sembra che la mano del lavoratore sia rimasta incastrata nell'ingranaggio della macchina che lavora il legno. "Si conferma che la prevenzione e i controlli sono l'emergenza su cui fare leva per combattere effettivamente i rischi nei luoghi di lavoro" sottolinea il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, in una nota.

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