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Esplode fabbrica fuochi artificio, 6 morti. Schifani: sdegno di tutti

Quattro esplosioni all'interno della Pirotecnica Arpinate, fabbrica di fuochi d'artificio in provincia di Frosinone, hanno causato la morte di 6 persone (forse un disperso): tre titolari, un cliente e due operai. Cordoglio e richiamo al rispetto delle regole da parte delle istituzioni.

Sono state quattro le esplosioni all'interno della Pirotecnica Arpinate, gestita dalla famiglia Cancelli, in via Sant'Altissimo (in provincia di Frosinone). La prima nel pomeriggio di lunedì 12 settembre, che ha causato un incendio che ha coinvolto i tre titolari della fabbrica di fuochi d'artificio, Claudio Cancelli, il presidente, e i suoi due figli Giuseppe e Giovanni, rispettivamente amministratore e titolare dell'azienda. Una tragedia che si somma a quella accaduta 15 anni fa, quando Claudio Cancelli si salvò da una esplosione avvenuta allora in un'altra delle sue diverse aziende distribuite nel territorio dell'Aquila, ma che causò la morte dei suoi tre nipoti oltre a quella di due operai. E anche questa serie di esplosioni alla Pirotecnica Arpinate ha purtroppo fatto registrare altre tre vittime. Coinvolti negli incendi, infatti, due operai della ditta, Enrico Battista e Francesco Lorini e Giulio Campoli, titolare di un'altra azienda pirotecnica nel vicino comune di Veroli. I soccorsi e i vigili del fuoco hanno prontamente circondato la zona, ma il pericolo di esplosioni a catena ha costretto i pompieri ad agire prima di tutto sull'area boschiva colpita dall'incendio, che rischiava di espandersi e arrivare fino al centro abitato, mentre gli elicotteri cercavano di spegnere il fuoco dall'alto. "Le ragioni della tragedia sono ancora da verificare - spiega il presidente del Senato Renato Schifani commentando l'incidente - ma la drammatica e sconcertante frequenza con cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi". "Occorre che le istituzioni tutte e le forze sociali - sottolinea Schifani nel messaggio inviata al Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni - proseguano con la massima determinazione la loro azione per garantire sempre il rigoroso rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro, e in special modo in un settore particolarmente a rischio quale quello della produzione di fuochi artificiali, purtroppo funestato con incredibile frequenza da incidenti mortali". E in una nota Maurizio Sacconi precisa che "i servizi ispettivi del Ministero del Lavoro sono stati già attivati affinché collaborino con i Vigili del Fuoco, con il Servizio sanitario regionale e con gli inquirenti al fine di una tempestiva individuazione delle cause e delle eventuali responsabilità". Ad insistere sul cercare di fare chiarezza sulla dinamica che ha causato le esplosioni nella fabbrica di fuochi d'artificio anche Vannino Chiti, vicepresidente del Senato e Commissario del PD Lazio, che oltre ad unirsi ai messaggi di cordoglio precisa che "troppo spesso questi incidenti sono causati dal mancato rispetto degli standard di sicurezza - concludendo - Il lavoro, fondamento della nostra Repubblica democratica, non può essere svolto senza le tutele necessarie. Le leggi ci sono, devono essere attuate con rigore ovunque". Dello stesso avviso anche Paolo Nerozzi, senatore del PD e vicepresidente della commissione d'inchiesta sugli incidenti e le morti sul lavoro, che, pur specificando che ancora non si conosce con esattezza "l'entità e le cause" dell'esplosione, sottolinea come questa tragedia "ripropone drammaticamente il tema degli incidenti sul lavoro, una piaga che, in Italia, continua ad essere spaventosa - ricordando - Nel solo 2011 si registrano più di 350 morti. Non ci sono giustificazioni che tengano, nessuno può mettere a repentaglio la propria vita per lavorare, per mantenere la propria famiglia e, magari, sostenere gli studi dei propri figli". Nerozzi auspica quindi che "la crisi economica" non diventi una "scusante" dell'aggravarsi delle morti bianche, perché questa "non può essere un alibi per allentare i controlli, le ispezioni e per investire meno sull'informazione e sulla formazione dei lavoratori". Si unisce al cordoglio anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che "colpito dalla dimensione della tragedia sul lavoro verificatasi nel comune di Arpino in cui hanno perso la vita sei persone, dal datore di lavoro agli operai, ha chiesto al Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, di rappresentare i suoi sentimenti di partecipe solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità di Arpino".

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