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Germania inizia a battere moneta, anche se da 5 euro. Teme Brexit?

La Germania comincia a sganciarsi dalla moneta unica, forse in previsione del Brexit. La Deutsche Bundesbank ha cominciato infatti da oggi a far circolare non una banconota ma una moneta da 5 euro che però non sarà spendibile oltre i confini della Germania in quanto non riconosciuta nell'eurozona, creando un precedente per la stabilità della moneta unica.

La Germania comincia a sganciarsi dalla moneta unica, forse in vista del referendum inglese che decreterà la permanenza o meno della Gran Bretagna nell'Unione europea (Brexit). Senza contare che il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che senza un vero colpo di reni l'UE rischia una "stagnazione secolare". Forse per non trovarsi impreparata ad un possibile default europeo, la Germania ha quindi iniziato a battere moneta che potrà essere spesa solo entro i confini nazionali. Dopo l'annuncio di febbraio, la Deutsche Bundesbank ha cominciato infatti da oggi a far circolare non una banconota ma una moneta da 5 euro che però sarà valida per effettuare e ricevere pagamenti solo dentro la Germania. Anche se quindi apparentemente a cambiare sarà solo la forma, il governo tedesco crea un precedente per la stabilità della moneta unica.

Finora infatti ogni tipo di taglio dell'euro (in quanto moneta ufficiale) poteva essere speso senza restrizioni nei 19 Paesi aderenti all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (UEM), meglio nota come eurozona. Per fare un esempio, i Paesi Bassi non immettono in circolazione le monete da 1 e 2 centesimi. Nonostante ciò, le monete di tale valore coniate in altri Paesi continuano naturalmente ad avere valore legale all'interno di tutta l'eurozona. La moneta da 5 euro coniata in Germania, che ha in una faccia l'Europa tutta e nell'altra l'aquila simbolo ufficiale del Paese, non sarà spendibile oltre i confini nazionali in quanto non riconosciuta nell'eurozona. La diffusione della moneta da 5 euro mieterà quindi gli effetti benefici della moneta unica a cui finora l'UE si è aggrappata per evitare l'uscita di alcuni Paesi dall'euro. Oltre all'eliminazione dei rischi e dei costi di cambio, la moneta unica crea infatti una riduzione nelle fluttuazioni dei prezzi, ovvero un maggior contenimento dell'inflazione. Quell'inflazione che Mario Draghi vorrebbe portare al 2% ma che rimane invece ben al di sotto delle aspettative visto che a marzo l'agenzia di rating Standard & Poor's ha previsto che nell'eurozona si toccherà appena uno 0,4% (contro le stime iniziali dell'1,1%).

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