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Magliette al tempo dell'iPhone e Facebook indossano QR Code

Al tempo di Facebook e dell'iPhone anche le magliette si aggiornano. Oltre a diventare esse stesse dei computer indossabili, anche il "messaggio stampato" diventa "metamediale". L'invenzione è di Magliettefresche, filiazione della mitica Parole di Cotone degli anni '90.

Bagnate dal fiume del costante cambiamento, anche le magliette non potevano rimanere le stesse nel terzo millennio. E così mentre i tessuti diventano sempre più intelligenti, rivelando nelle loro trame trasduttori utili per atleti e lavoratori , promettendo (o minacciando?) di diventare dei veri e propri computer indossabili, anche le magliette si aggiornano anche nella loro funzione "passiva", cioè quella di mostrare agli altri un messaggio. Se le T shirt sono sempre state un emblema del disegno delle proprie forme, è stata un'idea italiana a farle indossare anche a quelli che mettevano su solamente massa neuronale. Negli anni '90 furono infatti le "Parole di Cotone" a sdoganare le magliette anche per chi si intendeva solo di corpo tipografico, vendute in libreria e diventate un caso internazionale di marketing. Magliette che, come scrive Marco Mottolese, presidente dal 1994 al 2001 proprio di Parole di Cotone Srl, furono un "un contributo alla divulgazione dei libri" con lo slogan rivelatore di "o si è un'opera d'arte o la si indossa".

Ma in un mondo in cui i concetti sono misurati (prima con gli SMS e poi con Twitter) in 140 caratteri e che passano, per la maggioranza delle persone, attraverso uno schermo "onirico" (tablet, smartphone, notebook che sia) proprio come l'incompreso e profetico film di Wim Wenders "Until the End of The World", quale sarebbe il senso "rivoluzionario" di stampare ancora una frase su una maglietta che ormai non viene più "guardata" se non attraverso un filtro "mediatico"? E ancora, paradossalmente, che senso ha leggere una frase su un tessuto quando sarà lo stesso tessuto che si connetterà alla rete? (magari usando un software OCR?). Inevitabile quindi che in una società dove si è molto più presenti al proprio prossimo fotograficamente che non di persona (Facebook e il suo taggamento docet) e dove l'abbigliamento tende già ad essere prima di tutto telegenico e ad evitare dominanti, contrasti e "spine di pesce" che potrebbero confondere i sensori delle fotocamere, la maglietta in stile "parole di cotone" non poteva che fare un salto "metafisico" (e metamediatico) mostrando un messaggio non Intelligibile agli esseri umani ma alle macchine.

Un "messaggio" comprensibile agli umani solamente attraverso quegli schermi in cui essi vedono e interagiscono con la realtà. Da una diretta filiazione di "Parole di Cotone" ecco che arriva da Magliettefresche la maglietta che "è" un Codice QR. Il QR Code è quella specie di "mosaico" (detto dai tecnici, un "codice bidimensionale") che ormai sta andando ad accompagnare, se non a sostituire, i classici codici a barre. Se fotografato con uno smartphone o con un tablet o con qualsiasi altra fotocamera collegata ad un computer connesso, il codice QR porterà ad un sito o, come nel caso di questa nuova T shirt, ad un libro o a qualsiasi altro contenuto editoriale. Scrive Marco Mottolani sul blog News from T-shirts: "Un editore potrà avvalersi della maglietta per far conoscere un nuovo testo ed entrare in nuovi mercati; un autore - che magari opera nel sempre più diffuso campo del 'self publishing' (produzione e divulgazione in proprio di un testo editoriale) potrà trovare nella t-shirt l'alleato ideale per veicolare i propri contenuti. Il lettore diventa così 'veicolo' esso stesso dell'Opera, 'indossando' l'Autore preferito".

Non a caso uno degli slogan di Magliettefresche con QR code è "STOP reading Books. Wear them", cioè smetti di leggere i libri, indossali, ovviamente, nella loro interezza. Uno dei primi libri liberamente scaricabili "fotografando" una di queste magliettefresche è la Divina Commedia di Dante Alighieri, quantum leap linguistico e culturale per il nostro Paese. Ma gli esperimenti potrebbero essere davvero infiniti per questo nuovo "media". Si pensi ad "uomini sandwich 2.0" che agli angoli delle strade o dei grandi eventi potranno diventare "fonti" (copiose) di informazioni e di cultura (o di biglietti o di buoni sconto, di plot del film, ecc.). Si immagini i commessi delle offerte speciali nei centri commerciali con le "virtù del latte" nella loro maglietta QR code; oppure ogni venditore porta a porta che, nella sua t shirt, in segno di "trasparenza contrattuale" ha scaricabili da se stesso le policy del suo prodotto; oppure ancora delle "cacce al tesoro" fotografiche dove ogni maglietta fotografata porta ad un indizio (magari un QR code "composto"). Insomma, il fiume del costante cambiamento ha bagnato un'altra volta le magliette, e non potevano che diventare magliettefresche.

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