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Un anno fa la strage nel Canale di Sicilia: oggi altri 400 morti in mare

Ad esattamente un'anno di distanza dalla strage nel Canale di Sicilia, dove hanno perso la vita tra le 700 e le 900 persone, risultano dispersi nel Mar Mediterraneo, presumibilmente annegati, circa 400 migranti che fuggivano dalla Somalia, dall'Etiopia e dall'Eritrea.

Nella serata di domenica 17 aprile nel Canale di Sicilia sono stati recuperati sei cadaveri. Le persone decedute erano a bordo di un gommone carico di immigrati che tentava di raggiungere le coste dell'Italia dopo essere salpato dalla Libia. Tratte in salvo invece 108 persone, tra le quali 5 donne. Giunge però nel frattempo la notizia di un'ennesima enorme tragedia in mare. Ad esattamente un'anno di distanza dalla strage nel Canale di Sicilia, dove hanno perso la vita tra le 700 e le 900 persone, risultano dispersi nel Mar Mediterraneo, presumibilmente annegati, circa 400 migranti. A riferirlo è la Bbc Arabic che parla del presunto affondamento di una o più imbarcazioni con a bordo circa 400 persone che tentavano di fuggire dalla Somalia, dall'Etiopia e dall'Eritrea sperando di raggiungere le coste meridionali dell'Europa, forse proprio quelle dell'Italia. Le navi sarebbero partite dall'Egitto. I media somali riferiscono che i soccorritori finora sarebbero riusciti a trarre in salvo appena 29 migranti.
"Le tragedie del mare in cui perdono la vita centinaia di migranti come quella accaduta oggi, proprio nel giorno in cui ricorre l'anniversario di quella in cui morirono 800 persone, ci debbono far pensare" afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della cerimonia di presentazione dei candidati ai David di Donatello 2016. E mentre l'Unione europea pensa, la gente muore.

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