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Strage nel Canale di Sicilia: da inizio 2015 migranti morti sono 1.500

Un portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati teme che il naufragio nel Canale di Sicilia sia davvero "una tragedia di vaste proporzioni". L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) rivela che rispetto ai primi 4 mesi del 2014, il numero di migranti morti è aumentato di ben 9 volte. Se venissero confermate le 700-800 vittime, dall'inizio del 2015 sarebbero 1.500 i morti in mare.

"Al momento, temiamo che si tratti davvero di una tragedia di vaste proporzioni" ammette Carlotta Sami, un portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, intervenuta a SkyTg24 per commentare la tragedia avvenuta al largo del Canale di Sicilia. Nella notte di sabato 18 aprile, infatti, un barcone carico di migranti è affondato, e si teme che le vittime possano essere oltre 700. Gli appena 28 sopravvissuti recuperati in mare, infatti, hanno raccontato che l'imbarcazione salpata dalle coste della Libia, molto grande ed a più livelli, trasportava tra le 700 e le 800 persone. Stando alle prime ricostruzioni, la barca potrebbe essersi capovolta quando i migranti si sono spostati su un lato della nave sovraffollata, mentre si avvicinava un mercantile. Quest'ultima strage riaccende immediatamente le polemiche in merito all'inerzia dell'Europa e al non adeguato sistema di protezione delle frontiere Triton che ha sostituito l'operazione italiana di soccorso e ricerca Mare Nostrum. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) stima che dall'inizio del 2015 sono già 20.000 gli immigrati che sono riusciti a raggiungere le coste italiane, mentre potrebbe salire a 1.500 il numero dei morti dall'inizio dell'anno se verranno confermate, come si teme, le persone a bordo del barcone che si è rovesciato nel Canale di Sicilia questa notte. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni rivela che il numero di migranti che hanno raggiunto l'Italia è diminuto se si raffrontano i numeri dei primi 4 mesi del 2014, ma avverte che invece i morti sono aumentati di ben 9 volte. Matteo Salvini, eurodeputato e leader della Lega Nord, intervenendo a SkyTg24, domanda: "Cos'è cambiato a 18 mesi da Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni UE hanno un senso, ci vuole tanto a organizzare blocchi navali e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? - aggiungendo - Non so più come dirlo. L'ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti". Salvini chiede quindi un "blocco navale internazionale subito, davanti alle coste libiche, e Guardia Costiera e Marina Militare a soccorrere e a difendere i nostri confini".

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