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Strage migranti, UE: è arrivato il momento di agire congiuntamente

Sono 71 i migranti morti dentro il tir abbandonato in Austria, mentre al largo delle coste della Libia va in scena l'ennesima tragedia del mare, con circa 200 profughi annegati o soffocati nella stiva del barcone. Il Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e il Commissario per la Migrazione e gli affari interni Dimitris Avramopoulos dichiarano: "Non si può continuare in questo modo. E' arrivato il momento di agire congiuntamente, di essere solidali con tutti gli Stati membri e con i paesi nostri partner nella regione

"La notizia dei 50 migranti morti per asfissia nella stiva di un barcone la scorsa notte, e del ritrovamento dei cadaveri di venti o più migranti (le vittime sono 71, ndr) abbandonati in un camion su una strada austriaca, sono francamente sconvolgenti. Si tratta di sinistri atti criminali compiuti da trafficanti senza alcuno scrupolo" dichiarano in una nota congiunta il Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e il Commissario per la Migrazione e gli affari interni Dimitris Avramopoulos. La conta dei profughi trovati morti all'interno del tir è poi salita a 71, mentre ai circa 50 migranti trovati morti nella stiva di un barcone che si è arenato su una spiaggia libica, si vanno ad aggiungere i circa 150 cadaveri che galleggiavano in mare. Nella giornata del 27 agosto, infatti, c'è stata l'ennesima strage al largo delle coste della Libia. Circa 200 cadaveri di migranti, infatti, sono stati individuati dalla Guardia costiera libica davanti alle coste di Zuwara, teatro ieri di un doppio naufragio.
"La crisi migratoria non è da qualche parte lontano da noi. È qui, davanti ai nostri occhi" proseguono i due esponenti europei, affermando che "non si può continuare in questo modo" perché "non si tratta di una crisi austriaca. Non è una crisi italiana, francese, tedesca, greca o ungherese. E' una crisi europea e richiede una risposta comune". Timmermans e Avramopoulos ricordano quindi che "la Commissione ha proposto una risposta europea, con misure che vanno dal rafforzamento della nostra presenza in mare alla collaborazione con i paesi di origine e di transito, alla repressione delle reti dei trafficanti, a una maggiore efficacia dei rimpatri e all'attuazione della recente normativa comune dell'UE sull'asilo, dando prova di solidarietà con i paesi in prima linea" ammettendo però che "è arrivato il momento di agire congiuntamente, di essere solidali con tutti gli Stati membri e con i paesi nostri partner nella regione". Timmermans e Avramopoulos anticipano quindi che visiteranno "vari degli Stati membri più colpiti, iniziando da Calais lunedì e dall'Austria il 7 settembre, per discutere di un ulteriore sostegno e azioni comuni", chiarendo infine: "Nel frattempo, alcune delle misure proposte dalla Commissione sono già state accolte. È urgente che tutte vengano ora adottate dai 28 Stati membri dell'UE - anche quelli che finora sono stati restii a farlo".

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