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Pentagono: flusso migranti per 20 anni. A rischio radici cristiane UE

Francois Hollande a Angela Merkel vogliono una "distribuzione" dei migranti tra i vari Paesi dell'UE. Il Pentagono avverte però che il flusso migratorio potrebbe durare altri 20 anni. Le radici cristiane dell'Europa rischiano di essere intaccate, avverte il primo ministro ungherese Viktor Orbán. La maggior parte degli immigrati, infatti, sono musulmani sunniti e paradossalmente proprio i ricchi paesi sunniti come Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein hanno rifiutato di accogliere i rifugiati.

Dopo la foto di Aylan Kurdi, il bambino siriano morto annegato e ritrovato sulla spiaggia di Bodrum (Turchia), l'Europa si è accorta improvvisamente (nonostante i migliaia di morti dall'inizio dell'anno) che bisogna trovare una soluzione a questa crisi migratoria, anche se per il momento quella proposta non sembra essere tra le più lungimiranti. Il quotidiano Le Monde pubblica una lettera congiunta diretta alle autorità europee scritta da Francois Hollande e Angela Merkel, dove elencano le loro proposte per far fronte alla crisi dei migranti. Quella dell'immigrazione è una "grande sfida per l'Europa" affermano il presidente francese e la cancelliera tedesca, e per questo invocano "la responsabilità di ciascuno Stato membro e la solidarietà di tutti". Hollande e la Merkel chiedono infatti che ogni Paese attui "pienamente ed immediatamente" le direttive emanate dall'Unione europea, tra cui in particolare la creazione di "hot spot" per distinguere i migranti economici ed i richiedenti asilo fin dal loro arrivo in Grecia e in Italia. Hollande e la Merkel chiedono quindi alla Commissione europea da una parte di "utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione" per costringere gli Stati a rispettare le regole dell'asilo e dall'altra di pensare ad "un sistema di asilo europeo unificato". Infine, il presidente francese concorda con la cancelliera tedesca in merito alla necessità di una "distribuzione" dei "rifugiati", con Hollande che sta bene attento a non parlare di quelle "quote" finora osteggiate.

Queste proposte verranno discusse in occasione della riunione del 14 settembre tra i ministri degli Interni dei vari Paesi UE. Oggi, intanto, a Lussemburgo si sono riuniti in un vertice informale i ministri degli Esteri, ed a quanto pare resta compatto il gruppo formato da Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia che rimane contrario ad ogni proposta di "distribuzione" dei migranti. Se mai verrà accolta, la "distribuizione" tra i vari Paesi potrebbe però non soddisfare proprio i rifugiati, la maggior parte dei quali vogliono infatti approdare in uno Stato dove funzioni il sistema del Walfare. Ed infatti, da Budapest oltre 200 rifugiati, fra cui donne e bambini, sono partiti dalla stazione per tentare di raggiungere a piedi (i treni li trasportano solo nei campi profughi) Vienna, a circa 240 chilometri di distanza. I ministri dell'Interno ceco e slovacco, Chovanec e Kalinak, rifiutano le "quote" che vorrebbe imporre la UE spiegando che queste "non risolveranno il problema" perché, appunto, "non è chiaro né come siano calcolate né cosa debbano fare le autorità locali per trattenere i profughi diretti in Germania". Sembra invece che David Cameron abbia parzialmente ceduto alle pressioni di Francia e Germania, annunciando che l'Inghilterra accoglierà "altre migliaia" di rifugiati, ma solo se provenienti dalla Siria. Secondo l'UNHCR, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Londra avrebbe offerto una sistemazione per 4.000 persone.

Cifra ben lontana da quella proposta da Antonio Guterres, a capo dell'agenzia ONU per i rifugiati che sostiene infatti che i Paesi dell'UE devono accettare invece fino a 200.000 rifugiati nel quadro di "un programma di trasferimento di massa" con "partecipazione obbligatoria" di tutti gli Stati membri. Anche perché, avverte il Pentagono, questo enorme flusso di migranti potrebbe continuare per almeno altri 20 anni. Ma se l'Europa è ora costretta ad "organizzarsi" come invita a fare il generale americano Martin Dempsey, capo degli Stati Maggiori Riuniti, è soprattutto a causa degli Stati Uniti che hanno invaso Afghanistan, Iraq, Libia e da anni, assieme agli Emirati del Golfo, tentano di rovesciare il governo siriano. Solo la Germania stima che quest'anno sarà costretta ad accogliere 800mila rifugiati, quindi 200mila in più rispetto allo scorso anno. Se Bruxelles deciderà davvero di imporre delle "quote" e di creare "un sistema di asilo europeo unificato", non appare difficile immaginare le oltre 4 milioni di persone in attesa nei campi profughi di Turchia, Giordania e Libano tenteranno di entrare in Europa. Una situazione che potrebbe quindi intaccare profondamente le radici cristiane dell'Europa, come avverte il primo ministro ungherese Viktor Orbán. La maggior parte degli immigrati, infatti, sono musulmani sunniti e paradossalmente proprio i ricchi paesi sunniti come Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein hanno rifiutato di accogliere i rifugiati.

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