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Migranti: stop commozione, sospeso Schengen. UE: ok azione militare in Libia

La commozione sembra essere finita in Europa. A quanto pare, i 34 annegati nell'Egeo non hanno scosso abbastanza le coscienze Germania, Austria, Slovacchia e Olanda hanno infatti deciso di sospendere Schengen. L'Austria manda l'esercito al confine e la Francia avverte "sono già state date disposizioni se si ripeterà una situazione identica" a quella successa a Ventimiglia. L'UE è invece unita nel dare il via libera all'azione militare in Libia.

La commozione sembra essere finita in Europa. A quanto pare, i 34 annegati nell'Egeo non hanno scosso abbastanza le coscienze, forse perché gli 11 bambini e i 4 neonati non dovevano solo morire in mare ma spiaggiarsi come il piccolo Aylan. Germania, Austria, Slovacchia e Olanda hanno infatti deciso di sospendere Schengen e ripristinare "temporaneamente" i controlli alla frontiera a causa dell'enorme flusso di migranti che dal Medio Oriente cercano di raggiungere l'Unione europea. Eppure, sono state proprio le dichiarazioni di accoglienza dei leader europei a far decidere ad altri migliaia di migranti di mettersi in viaggio, ed alcuni di questi sono morti. I Paesi che hanno deciso di sospendere Schengen, inoltre, sono gli stessi che hanno puntato il dito contro quelli che dichiarano di voler difendere le proprie frontiere, così come d'altronde impone l'Unione europea. Così, non desta scalpore se è l'Austria a mandare l'esercito al confine, poiché attualmente sotto il fuoco mediatico è in particolare il premier Viktor Orban forse perché rivendica il fatto che gli ungheresi non vogliono che "il movimento mondiale di persone cambi l'Ungheria". Ed infatti la Francia avverte tranquillamente l'Italia che "sono già state date disposizioni" per ristabilire nuovamente i controlli alla frontiera francese "se si ripeterà una situazione identica a quella di alcune settimane fa", cioè quando qualche centinaio di migranti cercava di uscire dall'Italia passando per Ventimiglia. Intanto, il Consiglio dei Ministri dell'Interno dell'UE ha adottato la decisione dello schema di ricollocamento dei profughi, ma per l'Italia non è certo il successo sperato. Saranno appena 40mila i rifugiati, 24mila dall'Italia e 16mila dalla Grecia ad essere "ricollocati" in altri Paesi nei prossimi due anni. Il provvedimento, inoltre riguarderà richiedenti asilo arrivati o che arriveranno tra il 15 agosto 2015 ed il 16 settembre 2017. I 28 dell'Unione europea, però, sono stati tutti concordi nel raggiungere quello che appare sempre di più come l'unico obiettivo di questa "carità bellicosa". Via libera formale infatti per l'avvio della 'fase 2' della missione navale EuNavFor Med che prevede l'uso della forza contro gli scafisti nel Mediterraneo. La proposta è passata come 'punto A' (senza discussione) nel Consiglio Affari Generali. L'azione militare sulle coste della Libia inizierà i primi di ottobre.

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