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Migranti non registrati: UE verso procedura d'infrazione contro Italia

La Commissione UE sta valutando di aprire una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per non aver raccolto e inserito nel sistema Eurodac le impronte digitali degli immigrati che richiedono asilo.

La Commissione UE sta valutando di aprire una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia e di altri Paesi per non aver raccolto e inserito nel sistema Eurodac le impronte digitali degli immigrati che richiedono asilo. "Se entro le prossime ore non interverranno sostanziali novità - spiegano alcune fonti vicine a Bruxelles - giovedì prossimo scatterà la messa in mora dell'Italia". Nel mirino dell'Unione europea ci sarebbero anche Croazia, Grecia e Malta. In realtà il fascicolo è stato aperto nell'agosto scorso, quando la Commissione UE ha scritto al governo Renzi per chiedere spiegazioni sul fatto che di almeno 63mila migranti (su 92mila entrati nei primi sette mesi del 2015) si erano perse le tracce poiché l'Italia non li aveva registrati al loro ingresso. Finché non cambierà il Regolamento di Dublino, infatti, spetta al Paese che accoglie la registrazione dei profughi. Per il momento il governo non cerca di negare il fatto che la maggioranza dei migranti non è stata registrata mentre gioca la carta dell'accoglienza. "Noi per il lavoro svolto meritiamo solo un grazie dalla UE. Speriamo che non si apra alcuna procedura di infrazione sulla registrazione dei migranti in Italia, se ciò dovesse accadere sarebbe una scelta del tutto irragionevole e fuori dal tempo e dalla storia" afferma infatti il ministro dell'Interno Angelino Alfano, rilanciando: "L'Italia è già in campo con 1 dei 6 hot spot e speriamo che l'Europa si dia una mossa per quando riguarda le procedure di ricollocamento con la redistribuzione e con i rimpatri degli irregolari. - osservando - L'Europa non può chiedere a noi tutti gli hot spot se non si da una mossa, sono due percorsi paralleli".

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