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Immigrazione, nuova agenda: 20.000 posti da distribuire in tutta UE

La Commissione europea ha presentato la nuova agenda europea sulla migrazione, che triplica nel 2015 e nel 2016 i fondi per le operazioni congiunte di Frontex, Triton e Poseidon e propone meccanismo temporaneo di distribuzione nell'UE dei migranti, con 20.000 posti distribuiti su tutti gli Stati membri.

La Commissione europea ha presentato la nuova agenda europea sulla migrazione in cui delinea le misure previste nell'immediato per rispondere alla situazione di crisi nel Mediterraneo e le iniziative da varare negli anni a venire per gestire meglio la migrazione in ogni suo aspetto. Tra le azioni concrete adottate dalla Commissione UE per fronteggiare l'arrivo di centinaia di migranti dal Mediterraneo quella che triplica nel 2015 e nel 2016 le capacità e i mezzi delle operazioni congiunte di Frontex, Triton e Poseidon, per un totale di 89 milioni di euro, comprensivo di 57 milioni per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e 5 milioni per il Fondo Sicurezza interna in finanziamenti di emergenza destinati agli Stati membri in prima linea. Entro fine maggio sarà presentato invece il nuovo piano operativo Triton. Entro la fine di maggio, inoltre, la Commissione europea proporrà un meccanismo temporaneo di distribuzione nell'UE delle persone con evidente bisogno di protezione internazionale. Entro la fine del 2015 seguirà una proposta di sistema permanente UE di ricollocazione in situazioni emergenziali di afflusso massiccio. Sempre entro la fine di maggio verrà proposto un programma di reinsediamento UE per offrire ai rifugiati con evidente bisogno di protezione internazionale in Europa 20.000 posti distribuiti su tutti gli Stati membri, grazie a un finanziamento supplementare di 50 milioni di euro per il 2015 e il 2016. Infine, la Commissione europea si ripropone di varare un'operazione di politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) nel Mediterraneo volta a smantellare le reti di trafficanti e contrastare il traffico di migranti, nel rispetto del diritto internazionale.

La nuova agenda sull'immigrazione si basa inoltre su quattro pilastri, che verranno eretti nei prossimi mesi:
- Ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare, in particolare distaccando funzionari di collegamento europei per la migrazione presso le delegazioni dell'UE nei paesi terzi strategici; modificando la base giuridica di Frontex per potenziarne il ruolo in materia di rimpatrio; varando un nuovo piano d'azione con misure volte a trasformare il traffico di migranti in un'attività ad alto rischio e basso rendimento e affrontando le cause profonde nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e dell'assistenza umanitaria.
- Gestire le frontiere: salvare vite umane e rendere sicure le frontiere esterne, soprattutto rafforzando il ruolo e le capacità di Frontex; contribuendo al consolidamento delle capacità dei paesi terzi di gestire le loro frontiere; intensificando, se e quando necessario, la messa in comune di alcune funzioni di guardia costiera a livello UE.
- Onorare il dovere morale di proteggere: una politica comune europea di asilo forte. La priorità è garantire l'attuazione piena e coerente del sistema europeo comune di asilo, promuovendo su base sistematica l'identificazione e il rilevamento delle impronte digitali, con tanto di sforzi per ridurne gli abusi rafforzando le disposizioni sul paese di origine sicuro della direttiva procedure; valutando ed eventualmente riesaminando il regolamento Dublino nel 2016.
- Una nuova politica di migrazione legale: l'obiettivo è che l'Europa, nel suo declino demografico, resti una destinazione allettante per i migranti; bisognerà quindi rimodernare e ristrutturare il sistema Carta blu, ridefinire le priorità delle nostre politiche di integrazione, aumentare al massimo i vantaggi della politica migratoria per le persone e i paesi di origine, anche rendendo meno costosi, più rapidi e più sicuri i trasferimenti delle rimesse.

Soddisfatta Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che commenta: “E' un'agenda audace quella con cui l'Unione europea ha voluto dimostrare di essere pronta ad affrontare la situazione disperata di coloro che fuggono guerre, persecuzioni e povertà. La migrazione è responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri e tutti gli Stati membri sono chiamati ora a raccogliere questa sfida storica. Una sfida che non è solo europea, è globale: con l'agenda confermiamo e ampliamo la cooperazione con i paesi di origine e transito per salvare vite umane, combattere le reti di trafficanti e proteggere coloro che sono nel bisogno. Ma sappiamo tutti che una risposta reale, a lungo termine sarà possibile soltanto se affrontiamo le cause profonde, che vanno dalla povertà all'instabilità dovute alle guerre, fino alla crisi in Libano e in Siria. Come Unione europea, siamo impegnati e determinati a cooperare con la comunità internazionale".

Rimane però ancora da sciogliere il nodo delle quote obbligatorie per l'accoglienza dei migranti nell'UE, visto che rimangono nettamente contrari Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Slovacchia.

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