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Germania sospende regolamento di Dublino ma Ungheria schiera esercito

L'Unione europea non riesce a fronteggiare la peggior crisi dell'immigrazione dal dopoguerra. Mentre la Germania annuncia di aver sospeso il regolamento di Dublino, pronta ad accogliere i rifugiati siriani, l'Ungheria pensa invece di schierare l'esercito al confine con la Serbia, per proteggere i confini dell'UE.

Mentre si cerca di soccorrere quanti più possibili migranti in mare, quelli che attraversano a piedi intere Nazioni vengono abbandonati a loro stessi. E' questo il paradosso di una Europa che non riesce a gestire un flusso di migranti proveniente da quei Paesi messi in ginocchio dall'Occidente, che ora si rifiuta di raccogliere ciò che ha seminato in questi anni. Dalla Grecia e dalla Macedonia, infatti, migliaia di migranti oltrepassano, non senza difficoltà, la Serbia per poi passare l'Ungheria e da lì cercare di raggiungere l'agognato Nord Europa. Per proteggere i confini dell'UE l'Ungheria, oltre che erigere un muro anti migranti, sta discutendo in Parlamento della possibilità di utilizzare l'esercito per proteggere la sua frontiera meridionale, cioè verso il confine con la Serbia. Viene calcolato che ogni giorno dalla Macedonia transitino circa 3000 migranti, a sua volta giunti dalla Grecia che non riesce ad accogliere queste persone visto che deve affrontare la sua enorme crisi del debito, che pende sopra il paese elennico come una spada di Damocle. INoltre, anche la Bulgaria ha deciso che invierà soldati per proteggere il suo confine con la Macedonia. La Serbia ha invece annunciato che circa 10.000 migranti stavano attraversando il paese diretti verso l'Ungheria, anticipando che "la situazione peggiorerà, quando arriverà l'inverno". E mentre l'Unione europea non riesce a fronteggiare la peggior crisi dell'immigrazione dal dopoguerra, la polizia dell'Ungheria spara dei gas lacrimogeni contro i migranti nel campo di accoglienza di Röszke, al confine con la Serbia. Solo la Germania sembra intenzionata a reagire, con Angela Merkel che ha annunciato di aver deciso che saranno valutati i casi di asilo dalla maggior parte dei richiedenti di origini siriane, a prescindere da come questi siano entrati in Europa. Il governo tedesco, infatti, ha confermato che sospenderà il regolamento di Dublino, in base al quale i richiedenti asilo devono chiederlo nel primo Stato membro dell'UE raggiunto, spesso Italia e Grecia.

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