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Fontana (Forza Italia): commissioni in prefetture per iter status immigrati

"Il governo deve capire che oltre al problema dell'accoglienza, serve anche affrontare con grande attenzione quello più delicato della gestione dell'iter burocratico dei richiedenti asilo. Per questo Forza Italia risponde all'immobilismo del governo proponendo soluzioni concrete", così in una nota Gregorio Fontana, esponente di Forza Italia.

"Il governo deve capire che oltre al problema dell'accoglienza, serve anche affrontare con grande attenzione quello più delicato della gestione dell'iter burocratico dei richiedenti asilo. Per questo Forza Italia risponde all'immobilismo del governo proponendo soluzioni concrete. Abbiamo predisposto una proposta di legge, che prevede l'istituzione di almeno una Commissione in ciascuna Prefettura del Paese, composta da persone competenti e, trovando le risorse umane disponibili, non solo da dirigenti di polizia e prefettura, ma anche consentendo l'inserimento di commissari supplenti, come ufficiali superiori dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e docenti universitari che abbiano nozioni di diritto dell'immigrazione e scienze sociali" annuncia in una nota Gregorio Fontana, deputato azzurro.
Sottolinea quindi in conclusione il rappresentante di Forza Italia: "Inoltre, nelle Province dove c'è una forte concentrazione di migranti, fare in modo che possa essere istituita anche più di una Commissione per consentire tempi brevi e certi dell'accertamento dello status dei migranti. Serve, quindi, modificare al più presto la normativa vigente, solo così si potrà contribuire non solo a ridurre le tempistiche, garantendo rispetto e tempi certi ai richiedenti asilo, ma anche i costi per i cittadini, sui quali pesano i 35 euro al giorno che lo Stato paga per sostenere quotidianamente ciascun migrante sul nostro territorio nazionale. Ci sarebbe poi un aspetto positivo anche dal punto di vista sociale, perché si eviterebbe di gravare le comunità della gestione di persone che vivono a spese dello Stato e non possono lavorare in attesa della definizione della loro pratica, anche per oltre due anni. Solo definendo in tempi brevi la posizione di ognuno, si potrebbe consentire a chi ne ha diritto, di potersi spostare in un altro paese europeo con tutti i diritti che derivano dallo status di rifugiato."

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