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Amnesty: navi NATO in mar Egeo non diventino ostacolo per i migranti

Amnesty International ha sollecitato le forze della NATO che stanno per iniziare le operazioni di ricerca e soccorso nel mar Egeo ad agire nel rispetto del diritto internazionale a non rimandare illegalmente in Turchia le persone salvate. Anche Medici senza Frontiere guarda con sospetto l'iniziativa della NATO, sottolineando: "Le persone continueranno a rischiare la loro vita in cerca di sicurezza e protezione, indipendentemente dagli ostacoli".

Amnesty International ha sollecitato le forze della NATO che stanno per iniziare le operazioni di ricerca e soccorso nel mar Egeo ad agire nel rispetto del diritto internazionale a non rimandare illegalmente in Turchia le persone salvate. La NATO ha dichirato infatti l'intenzione di inviare tre navi nell'Egeo per aiutare a "fermare i flussi" di rifugiati e migranti verso l'Europa e per sorvegliare le attività dei trafficanti, delle reti criminali e degli attraversamenti irregolari verso la Grecia.

"Centinaia di rifugiati, tra cui molti bambini, sono morti dall'inizio dell'anno lungo la pericolosa rotta che attraversa l'Egeo. Ogni nave della NATO che dovesse incrociare un'imbarcazione in difficoltà dovrà fornire immediata assistenza allo scopo di salvare vite umane" dichiara in una nota Iverna McGowan, direttrice dell'Ufficio di Amnesty International presso l'Unione europea, chiarendo: "In alcun modo, le forze della NATO dovranno diventare un ulteriore ostacolo tra i rifugiati e la protezione internazionale cui hanno diritto. Intercettare i rifugiati mentre cercano di raggiungere l'Europa e rimandarli in Turchia, paese che già ne ospita due milioni e mezzo, costituirebbe una grave violazione del diritto d'asilo e una beffa nei confronti del diritto internazionale".

Secondo Amnesty International, l'Europa dovrebbe invece attuare, ingrandendone la portata, il proposito di reinsediare i rifugiati che si trovano in Turchia. McGowan conclude: "Prevedere percorsi legali e sicuri è l'unico modo per dissuadere le persone dal tentativo di entrare irregolarmente in Europa attraverso viaggi pericolosi".

Anche Medici Senza Frontiere guarda con sospetto l'iniziativa della NATO, ricordando: "Più di 300 uomini, donne e bambini sono annegati nel mar Egeo soltanto quest'anno nel disperato tentativo di raggiungere l'Europa. - e aggiungono - In questo contesto, il coinvolgimento della NATO nella 'sorveglianza degli attraversamenti illegali' è pericolosamente miope". Loris De Filippi, Presidente di MSF Italia, domanda quindi: "Le persone continueranno a rischiare la loro vita in cerca di sicurezza e protezione, indipendentemente dagli ostacoli imposti dall'UE e ora anche dai leader della NATO. Quante altre morti ci vorranno prima che l'Europa, la Turchia e altri paesi concentrino le proprie energie nel creare soluzioni umanitarie invece di misure deterrenti che mancano in modo evidente l'obiettivo?".

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