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Asteroide caduto in Russia: incidente nucleare sfiorato da meteoriti

Un asteroide, ma non il 2012 DA14, avrebbe generato nei cieli della Russia una pioggia di meteoriti che ha causato circa mille feriti. Ma le meteoriti cadute in Russia avrebbero potuto creare un incidente nucleare planetario, dato che sono cadute vicino a Mayak, una delle zone disseminate da impianti nucleari, e famigerate come Fukushima e Chernobyl.

Le meteoriti sul pianeta Terra cadono abbastanza raramente sui centri abitati o industriali ma, quando cadono, sembrano avere un certo fiuto per gli obbiettivi strategici. E se nell' antichità questi fenomeni celesti venivano considerati come un presagio oggi, per ciò che è successo in Russia, dovrebbero essere presi quantomeno come un "consiglio". Lo sciame di meteoriti che ha colpito la Russia quest'oggi avrebbe infatti potuto scatenare un disastro nucleare di proporzioni planetarie. Le meteoriti cadute in Russia, secondo gli esperti russi e italiani potrebbero essere stati generati da un piccolo asteroide che, frammentandosi in bassa atmosfera, avrebbe colpito con i suoi frammenti la regione di Chelyabinsk negli Urali. L'asteroide non era ovviamente il "famoso" 2012 DA14, ma uno che i sistemi di osservazione terrestri non conoscevano. L'asteroide 2012 DA14 infatti non è collegato alla pioggia di meteoriti in Russia. Emblematiche le parole al Giornale Radio Rai1 di Andrea Milani, dell'Università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, che ha il compiti di calcolare le orbite degli asteroidi vicini alla Terra, chiamati Neo (Near Earth Objects). Di questi asteroidi Neo, Milani ammette: "Attualmente non ne conosciamo nemmeno l'1% (...) La scoperta di 2012 DA14 è stata del tutto casuale (...) Abbiamo avuto la fortuna di scoprirlo, ma è stata una scoperta al limite delle possibilità offerte dagli strumenti oggi disponibili".

Le meteoriti cadute nella regione di Chelyabinsk sugli Urali (a circa 1.500 chilometri a est di Mosca) hanno provocato (ad ora) circa mille feriti, hanno terrorizzato la popolazione e, quel che i più non sanno, raggelato gli esperti del settore nucleare. Le meteoriti hanno infatti impattato a circa 90 Km da Mayak, luogo che qualche appassionato di storia dell'Unione Sovietica avrà ricordato come la "Los Alamos degli Urali" o una delle Atomgrad segrete più impenetrabili della Guerra Fredda. Mayak (scritto anche Majak) è infatti uno dei territori più contaminati al mondo dal punto di vista radiologico, essendo stato teatro di diversi incidenti nucleari per via dei suoi impianti che, dal 1948, producono (e ora riprocessano) plutonio per le bombe atomiche. Per la cronaca Mayak è stato teatro il 29 settembre del 1957 di un rilascio di 70-80 tonnellate di materiale altamente radioattivo nell'ambiente (il disastro di Kyshtym) classificandosi al "secondo posto" (Scala INES 6) dopo i disastri di Chernobyl e Fukushima, che sono a parimerito al livello 7 della International Nuclear and Radiological Event Scale. Le meteoriti piovute oggi sulla Russia sono quindi cadute in un territorio mortale, "fitto" di impianti nucleari, e si deve solamente al buon Dio che in queste ore non si parli di una nuova contaminazione radioattiva in atmosfera. Le autorità russe tranquillizzano la popolazione (e il mondo) affermando, dal quartier generale di Rosatom (Agenzia nucleare russa) in un comunicato che "tutte le installazioni di Rosatom della regione degli Urali stanno funzionando normalmente e non hanno sofferto di alcuna conseguenza per la caduta dei meteoriti".

L'esplosione avrebbe quindi solamente devastato il tetto di zinco di una fabbrica, fatto scoppiare i vetri di qualche edificio, ferito dei cittadini per i suoi effetti indiretti (nessuno è stato colpito direttamente), ma nessun incidente nucleare. Nessun danno ad esempio per l'impianto di riprocessamento di plutonio di Mayak che ospita oltre 550 tonnellate di uranio impoverito, 30 tonnellate di plutonio altamente radioattivo, e 500 mila tonnellate di rifiuti radioattivi. Senza contare le altre tonnellate di materiali radioattivi che ufficialmente non sono stati dichiarati e le innumerevoli armi nucleari di vario "taglio" che si suppone siano stoccate nei dintorni ma che, per ovvie ragioni strategiche, non sono ufficializzate. Ma se l'impianto di riprocessamento non è stato colpito per un soffio dalla frammentazione del piccolo asteroide, si deve ringraziare ancora il Signore che le meteore non abbiano impattato sul lago secco di Karachai, a circa 60 chilometri dal luogo in cui si sono schiantate le meteoriti. Il lago è stato infatti utilizzato per decenni come discarica per gli impianti nucleari diventando una pattumiera radioattiva a cielo aperto, carica di 120 milioni di curie. L'impatto, per il mondo, sarebbe stato ben più che un polverone.

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15/02/2013 | update: 15/02/2013
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