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Roma e Milano: partono i Piani "freddo" per i senza fissa dimora

Le prime ondate di aria gelida sferzano le metropoli con i senza fissa dimora che rischiano la vita. Roma e Milano avviano i Piani "freddo" per dare riparo, cibo, vestiario e assistenza sanitaria a chi vive per la strada. E i rispettivi assessori fanno un appello: "segnalateci il disagio".

Arriva Natale ed il freddo si affaccia nelle grandi città. Un freddo che non è uguale per tutti, dato che ci sono centinaia di persone che, nel terzo millennio, vivono e dormono per la strada. Le grandi metropoli, come ormai da qualche anno a questa parte, si organizzano quindi per non far letteralmente "morire di freddo" (come purtroppo in passato è capitato), le persone più deboli. Cittadini che hanno come letto il marciapiede e come tetto solamente le stelle (per di più falciate dall'inquinamento luminoso). Quest'anno Roma e Milano approntano nuovi piani per l'accoglienza delle persone senza fissa dimora, accelerando i provvedimenti per l'arrivo del freddo di questi giorni. Roma Capitale con la prima ondata d'aria invernale ha infatti anticipato l'avvio del Piano Freddo che consiste di dodici strutture che per quattro mesi, dislocate nei diversi Municipi romani, "mettono a disposizione per i senza fissa dimora ogni notte 640 posti che, aggiunti ai 700 del circuito ordinario di accoglienza (le strutture aperte tutto l'anno), garantiscono un totale di 1.340 posti". Roma Capitale comuinica in una nota che "gli ospiti hanno a disposizione il servizio docce, cambio di biancheria e vestiario, triage infermieristico e medico e una rete di assistenza socio sanitaria (disciplinata da protocolli d'intesa) che si avvale dei servizi garantiti dalle strutture sanitarie delle Asl capitoline e degli ospedali, con un costo complessivo per Roma Capitale di 725 mila euro". La vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, afferma in proposito: "Quest'anno abbiamo deciso di anticipare l'avvio del Piano freddo previsto come gli scorsi anni l'otto dicembre per garantire alle persone senza fissa dimora un rifugio caldo soprattutto in queste notti di brusco calo delle temperature. Inoltre, in caso di allerta neve, l'macchina Amministrativa è già organizzata per ampliare i posti fino a 2500 letti. Un lavoro di rete che si avvale della collaborazione di asl, aziende ospedaliere, mondo dell'associazionismo e del volontariato e della Sala Operativa Sociale comunale che, ogni giorno dell'anno, offre il suo aiuto a chi è in difficoltà. Anche quest'anno riusciamo a garantire, alle persone senza fissa dimora che lo vorranno, un'accoglienza il più possibile completa che va dal pasto caldo alla visita sanitaria, da un posto letto al vestiario nuovo". Ma Sveva Belviso fa anche un appello ai romani: "Tutto ciò non può fare a meno del grande aiuto che ognuno dei nostri cittadini può offrire all'Amministrazione e per questo rinnovo il mio appello affinché denuncino quei casi di disagio 'nascosti' al numero verde della Sala Operativa Sociale 800.440022 aperto h24 tutti i giorni dell'anno. Un gesto semplice, ma che può salvare una vita". Anche il Comune di Milano ha a disposizione un numero per segnalare "casi di senzatetto, magari non ancora noti ai servizi del Comune". L'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino afferma: "Continuiamo a rinnovare il nostro appello ai cittadini, dateci una mano per aiutare chi ha meno, segnalateci chi vive per strada ed è in difficoltà ai numeri 02.884.47645, oppure 02.884.47646 o 02.884.47647. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, associazioni del Privato sociale, volontari e cittadini che già lo scorso inverno hanno contribuito, in maniera determinante, a salvare dalla strada e dal freddo centinaia tra uomini e donne". Il Piano per i senzatetto del Comune di Milano, avviato lo scorso 15 novembre, è entrato nel vivo in coincidenza con l'abbassamento delle temperature di questi giorni. In una nota il Municipio segnala che "nei centri di accoglienza sono ospitate quasi 1.500 persone (il 90% uomini): tre su dieci sono italiani. Tra gli stranieri (il 70% del totale), il 15% è titolare dello status di asilo politico, protezione umanitaria e sussidiaria. Il 24% delle persone accolte ha un'età compresa tra i 40 e i 49 anni, il 22% tra i 30 e 39; quasi due su dieci (il 19%) hanno tra i 19 e i 29 anni e la stessa percentuale (19%) è rappresentata dalla fascia d'età 50-59 anni; nessuno ha meno di 18 anni". Il Comune di Milano segnala tra le tante iniziative anche una "novità" nel campo dell'accoglienza: "Da martedì scorso, in collaborazione con La Cordata, il Comune ha attivato un insediamento di emergenza per accogliere le donne senza dimora: si tratta di una sperimentazione unica nel suo genere. Entro domenica sarà operativo il raddoppio dei container presenti in via Barzaghi, mentre nelle prossime settimane una nuova struttura in via Aldini funzionerà, in particolare, come punto di riferimento per le famiglie più povere, in aggiunta agli altri centri a disposizione: la Casa di accoglienza comunale di viale Ortles 69 e le strutture convenzionate con Fondazione Fratelli di San Francesco d'Assisi, Fondazione Progetto Arca, Remar, Centro di Accoglienza sociale territoriale Cast, Associazione Papa Giovanni XXXIII, Associazione Sviluppo e Promozione".

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