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Allerta meteo Liguria: scuole chiuse. Per sicurezza fiumi? 11 miliardi

La Protezione Civile dirama oggi un allerma meteo in Liguria e Piemonte meridionale, perché domani sono previste abbondanti piogge e temporali. Torna la paura alluvioni. Le scuole saranno chiuse. Il sindaco di Genova Marco Doria pochi giorni fa chiariva: per mettere in sicurezza i fiumi e il territorio servono 11 miliardi di euro, "somme che solo lo Stato possiede".

La Protezione Civile dirama oggi un allerta meteo in Liguria, spiegando che a causa di una vasta perturbazione di origine atlantica che interesserà dalle prossime ore l'Italia sono previste, dal mattino di domani, sabato 10 novembre, precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria e Piemonte meridionale, in estensione a Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. La Protezione Civile prosegue specificando che dal pomeriggio-sera, si prevedono precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio, su Veneto e Provincia Autonoma di Trento, in successiva estensione al Friuli Venezia Giulia. Il Liguria torna quindi l'incubo dell'alluvione del 2011, tanto che dalle ore 10 di domani, sabato 10 nivembre, fino alle ore 12 di domenica 11 novembre 2012, le scuole e le Università, sia statali che provate, saranno chiuse in via precauzionale.

Nei giorni scorsi, a Palazzo Tursi a Genova, ha avuto luogo un convegno congiunto organizzato dalle Università di Firenze e Genova proprio per discutere sulle possibili strategie di mitigazione e adattamento al rischio alluvionale. Nel corso dell'incontro, come riporta il Comune di Genova, si è sottolineato che "ogni alluvione ha ogni anno conseguenze più disastrose di quelle che l'hanno preceduta perché le piogge aumentano e cadono su un territorio sempre più fragile e compromesso". Il sindaco di Genova, Marco Doria, chiarisce quindi che per mettere in sicurezza il territorio sono "necessari investimenti ingenti, grandi somme che solo lo Stato possiede". Si parla infatti di "ben 11 miliardi di euro" che, prosegue Doria, "possono essere spesi solo a fronte di scelte politiche sinora assenti". Marco Doria auspica quindi che "in un Paese che si accinge ad affrontare una campagna politica cruciale per il suo destino, questo fosse una dei temi cardine del dibattito, e non il 10 o 20 per cento di premio elettorale". Il sindaco di Genova denuncia poi un'altra problematica che si frappone alla messa in sicurezza il territorio, e cioè la lentezza delle procedure.

Il sindaco espone quindi due esempi su tutti: i lavori per il rifacimento del tratto terminale del Bisagno e la demolizione del palazzo sul greto del Chiaravagna a Sestri Ponente, spiegando che "per quanto riguarda il Bisagno i lavori sono bloccati a causa di un ricorso al Tar di un'impresa che non si è aggiudicata l'appalto" mentre "per la demolizione del palazzo sul Chiaravagna si è dovuto fare 'salti mortali' per accelerare i tempi dell'abbattimento ormai prossimo di questo edificio".

Nel corso del convegno a Palazzo Tursi, è intervenuto anche il prof. Renzo Rosso del Politecnico di Milano che, parlando dei lavori di messa in sicurezza del Bisagno, prende le distanze da progetti anni '80 quali la deviazione del corso del fiume, ipotizzando invece l'utilità di uno "scolmatore" per il fiume genovese. Il professor Renzo Rosso chiarisce infatti che "il problema dato dai fiumi è una questione di tipo urbanistico" perché "non esiste la sicurezza a proposito dell'esondazione di un fiume, ma se mai esiste la mitigazione delle sue possibili conseguenze". A maggior ragione, il sindaco di Genova Doria conclude che "mitigazione e adattamento rispetto al fenomeno delle alluvioni non possono bastare se non nascerà nel Paese una coscienza nazionale per la messa in sicurezza del territorio".

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