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Yemen: Medici Senza Frontiere fermano attività mediche a Saada

La situazione nello Yemen diventa sempre più critica e, nel governatorato di Saada, ormai insostenibile per molte organizzazioni umanitarie e non governative. Così anche MSF- Medici Senza Frontiere è costretta a sospendere, obtorto collo, le proprie attività mediche nel governatorato di Saada.

La situazione nello Yemen diventa sempre più pericolosa per la popolazione civile. Mentre arrivano notizie di soldati uccisi da fuoco amico nel sud dello Yemen (circa venti, il primo ottobre), nel corso di scontri a fuoco contro presunti militanti di Al Qaida, MSF, Medici Senza Frontiere, è costretta a sospendere le proprie attività mediche nel governatorato di Saada. MSF, che ricordiamo non accetta fondi dai governi per il suo impegno in Yemen, ma si affida soltanto alle donazioni private, è impegnato in attività mediche dal 2007 nella regione. Ma ora qualcosa è cambiato, dopo che nel febbraio 2010 la tregua tra il governo yemenita e le forze di Al Houthi aveva fatto riprendere le attività di MSF nel governatorato. Come si legge infatti in una nota di MSF: "Il 15 settembre scorso, il Consiglio Esecutivo che si occupa degli affari umanitari a Saada ha annunciato le nuove condizioni che tutte le organizzazioni umanitarie e non governative devono rispettare per lavorare nella regione". Condizioni molto pesanti ed inaccettabili, come spiega l'organizzazione: "Queste condizioni includono, tra le altre, l'interruzione di qualsiasi valutazione indipendente dei bisogni medici all'interno del governatorato, la messa al bando delle attività di supervisione da parte del personale internazionale e l'obbligo di rimpiazzare il personale del Ministero della Salute che lavora con MSF con personale proposto dal Consiglio Esecutivo". Vipul Chowdhary, rappresentante di MSF in Yemen, affermando che l'organizzazione non ha scelta "se non quella di sospendere le attività" osserva: "Queste nuove condizioni avrebbero enormi ripercussioni sulla possibilità di garantire la qualità e l'efficacia del nostro lavoro". Inutile soffermarsi su quanto il governatorato di Saada perderà in termini di assistenza medica: "Ad Al Talh e Razeh, MSF supportava due ospedali del Ministero della Salute che servono un'area abitata da circa 400.000 persone. - scrive l'organizzazione. - Ad Al Talh, veniva anche fornita assistenza sanitaria di secondo livello, inclusi servizi di chirurgia", si legge nel comunicato di MSF. "Ci auguriamo di trovare un terreno comune con le autorità locali per ripristinare le condizioni precedenti che ci hanno consentito di fornire servizi medici di qualità negli scorsi quattro anni. MSF desidera continuare le proprie attività mediche d'urgenza per la salvaguardia della popolazione", conclude speranzoso Vipul Chowdhary.

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