le notizie che fanno testo, dal 2010

Valvole killer: ospedale Padova assolto rivuole soldi dai pazienti

Nel 2002 scoppia il caso delle valvole killer. L'azienda ospedaliera di Padova, condannata in primo grado, versa ai pazienti una parte del risarcimento. Dopo i tre gradi di giudizio, però, l'ospedale viene sollevato da qualsiasi responsabilità, e rivuole indietro i soldi.

Nel 2002 era scoppiato lo scandalo subito ribattezzato delle Valvole killer, a seguito del decesso di un uomo di 52 anni a causa della rottura, dopo una operazione chirurgica, di una protesi cardiaca prodotta in Brasile dalla Tri Technologies e installata nel centro Trapianti Gallucci di Padova. Dopo questo caso, 34 pazienti sono stati costretti quindi a rioperarsi, mentre un altro muore per la rottura della valvola impiantata. Comincia il processo e nel 2009 il tribunale di Padova condanna in primo grado il cardiochirurgo, l'importatore delle protesi e l'azienda ospedaliera di Padova, che risarcisce i pazienti per un valore di circa 1,6 milioni di euro (il 33% del totale in attesa di tutti i gradi di giudizio). Soldi però da restituire se in secondo grado e in Cassazione la sentenza sarebbe stata ribaltata, come alla fine è successo. Sia il medico che l'importatore infine sono stati assolti, mentre l'azienda ospedaliera è stata sollevata da qualsiasi responsabilità, tanto che già da qualche tempo avrebbe inviato delle diffide ai pazienti per riavere indietro il risarcimento "anticipato". Finora però nessuno avrebbe riconsegnato le somme ricevute 3 anni fa, e così l'azienda annuncia di essere intenzionata a voler "procedere per via giudiziale nell'azione di recupero".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

più informazioni su:
# Brasile# Cassazione# euro# Padova# protesi