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Trieste, ospedale condannato a versare stipendio a bimbo in coma

Una sentenza "illuminata", come sottolinea il legale dei genitori del piccolo, entrato in stato vegetativo dopo un'operazione effettuata quando aveva un anno e mezzo. L'ospedale dovrà versare uno "stipendio" come risarcimento.

Il Tribunale civile di Trieste ha condannato l'Istituto pediatrico "Burlo Garofolo", del capoluogo giuliano, a pagare una sorta di "stipendio" mensile ad un bambino rimasto in stato vegetativo permanente dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico.
Il bambino, che all'epoca dell'intervento aveva un anno e mezzo, fu operato per un "ascesso retrofaringeo", e cioè un accumulo di pus nella zona posteriore della gola.
Nel corso dell'operazione, però, sembra che il medico anestesista abbia compiuto un errore, che causò un blocco dell'afflusso di sangue al cervello del piccolo, entrato in coma.
Il Tribunale di Trieste, a cui si sono rivolti i genitori, ha quindi sentenziato che l'ospedale dovrà elargire un vitalizio di 1,500 euro al mese a partire dal 25esimo anno di età del ragazzo, a titolo di "danno patrimoniale".
Il danno non patrimoniale a favore dei genitori è stato invece valutato in 2,5 milioni di euro.
Il legale della famiglia sottolinea come tale sentenza dia "illuminata, non tanto per l'entità del risarcimento ma per la decisione del giudice sulla rendita, anche se viene a lenire una situazione che purtroppo è comunque tragica".

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