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Sciopero parti 12 febbraio: ginecologi, ostetriche ed emergenza meteo

Il primo sciopero nazionale di ginecologi e ostetriche che chiedono ai partiti politici nel prossimo governo la risoluzione del "contenzioso medico-legale" e della "messa in sicurezza dei punti nascita" è confermato per il 12 febbraio. Ma si scontrerà in alcune regioni con l'"emergenza meteo".

Il 12 febbraio potrebbe essere il giorno con meno neonati del 2013 causa lo sciopero di ginecologi e ostetriche che da qualcuno è stato già ribattezzato lo "sciopero dei parti". Lo sciopero coinvolgerà infatti su tutto il territorio nazionale, come si legge in una nota della FESMED "medici dipendenti del SSN che operano nei punti nascita, nei consultori familiari e negli ambulatori ostetrici del territorio e di tutti coloro che vorranno aderire con la formula dello 'sciopero di solidarietà'". Le ragioni dello sciopero sono chiare: FESMED, AOGOI, SIGO, AGUI, AGITE, SIEOG e AIO, chiedono "ai partiti politici di inserire nei rispettivi programmi elettorali, per le prossime elezioni politiche, i seguenti problemi:
- messa in sicurezza dei punti nascita in tutto il territorio nazionale;
- contenzioso medico-legale in campo sanitario, avanzando proposte per il suo superamento, da adottare immediatamente dopo la formazione del nuovo Governo
".

In un comunicato congiunto dei sindacati che appoggiano lo sciopero dei ginecologi e delle ostetriche si sottolinea ad esempio come "la crescita ormai incontrollata del contenzioso medico legale che sta ponendo in seria crisi il rapporto medico­paziente, con ricadute gravi per la dignità e la serenità professionale dei sanitari e costi crescenti per il Ssn a seguito del fenomeno della medicina­difensiva". E' importante sottolineare che la FESMED dichiara che "in occasione della giornata di sciopero, sarà garantita la continuità delle prestazioni indispensabili ai sensi di quanto previsto all'articolo 1 della Legge 146/90 e successive modificazioni e negli Accordi sui servizi pubblici essenziali in caso di sciopero della dirigenza medica e veterinaria del SSN sottoscritto il 26 settembre 2001".

Allo sciopero hanno aderito: FESMED – Federazione Sindacale medici Dirigenti; AOGOI - Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani; SIGO - Società italiana di ginecologia e ostetricia; AGUI - Associazione ginecologi universitari italiani; AGITE - Associazione ginecologi territoriali; SIEOG - Società italiana di ecografia ostetrica e ginecologica e metodologie biofisiche; AIO - Associazione italiana di ostetricia. Hanno aderito le OO.SS. e le Società scientifiche: AAROI-EMAC - Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani; CIMO ASMD Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri; SUMAI ASSOPROF - Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana; CECOS Italia - Terapia della sterilità e Fecondazione assistita; CIC - Collegio italiano dei chirurghi.

Ma il primo sciopero nazionale dei ginecologi e delle ostetriche che coinvolgerà per la precisione i "medici che operano nei punti nascita, nei consultori familiari e negli ambulatori ostetrici" nel settore del Servizio Sanitario Nazionale si scontrerà però con un'emergenza meteo in corso. Lo rileva Roberto Alesse, Presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi che su Facebook fa un appello: "Auspico che le Associazioni dei medici ginecologi e coloro che hanno intenzione di scioperare in solidarietà, nella giornata di domani, valutino con attenzione l'impatto che l'emergenza meteo in corso, e preannunciata dalla Protezione Civile, in particolare nelle Regioni settentrionali, potrebbe avere sull'utenza. Rimetto, quindi, al loro senso di responsabilità il differimento ad altra data dell'astensione dal lavoro, che pure l'Autorità di garanzia sugli scioperi ha valutato essere regolare, al fine di garantire l'abituale presenza ospedaliera".

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