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Libia, MSF: nessun medico dell'Ong è stato rapito

Si era diffusa la voce che un medico di "Medecins sans frontieres" era stato sequestrato in Libia, ma è la stessa Ong ha smentire la notizia in una nota stampa, ricordando come invece dal 24 febbraio hanno già consegnato 22 tonnellate di materiale medico.

Durante la giornata si era diffusa la notizia che un medico, giordano, appartenente all'organizzazione "Medecins sans frontieres" (MSF - Medici senza frontiere) era stato rapito per essere interrogato da acuni soldati libici. Stando alle agenzie il medico sarebbe stato rapito dai ribelli da un hotel di Bengasi, ma già poco dopo la diffusione delle prime notizie Anne Chatelain, coordinatrice in Libia dell'Ong, aveva smentito che l'uomo appartenesse a MSF. In seguito, in una nota, "Medecins sans frontieres" comunica che "Nessun operatore umanitario di MSF è stato preso in Libia - sottolineando che - Le équipe di MSF presenti a Bengasi dal 24 febbraio, continueranno a fornire il proprio supporto al personale medico libico, in particolare a Bengasi, Brega e Adjabiya". Non è chiaro se la notizia del rapimento sia "falsa" oppure ad essere stato sequestrato sia un medico di un'altra organizzazione.
In un'altra nota, MSF comunica che dal 24 febbraio, cioè da quando sono riusciti ad entrare in Libia attraverso la frontiera con l'Egitto, l'Ong è riuscita a consegnare "alla farmacia centrale di Bengasi 22 tonnellate di materiale medico: farmaci, kit per le ustioni, materiale di sutura, fissatori esterni, fasciature".

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