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Bimbo morto al San Giovanni, infermiera: non ho sbagliato

Slittano i risultati dell'autopsia del bimbo morto al San Giovanni di Roma dopo che, pare, gli sia stato iniettato del latte anziché una soluzione fisiologica. Interrogata l'infermiera in servizio, affermerebbe che "sbagliare è impossibile".

Slittano i risultati dell'autopsia che decreteranno le cause della morte del bimbo morto alll'ospedale San Giovanni di Roma, pare dopo che qualcuno ha iniettato al piccolo, nato prematuro, del latte anziché una soluzione fisiologica. Gli esami autoptici erano attesi per il 19 agosto, ma non arriveranno prima di settembre. Nel frattempo, la Procura ha aperto un fascicolo con 29 indagati, tra medici ed infermieri. Proseguono gli interrogatori per l'accertamento della verità, e da ultima è stata ascoltata l'infermiera in servizio il giorno in cui il bimbo ha avuto la crisi respiratoria. La donna afferma che "uno dei due innesti (dei tubicini, ndr) ha un segno verde molto visibile - aggiungendo - Faccio questo lavoro da vent'anni. Sbagliare è impossibile e sono sicura di non averlo fatto. Non so cosa sia successo dopo o prima il mio lavoro". Come altri indagati, ipotizza che in realtà non ci sia stato nessuno scambio di tubicini. Gli ispettori del Ministro della Salute, però, sembrano aver invece scoperto, nel corso della passata ispezione, che il 29 giugno dopo una "somministrazione di circa 20 cc di latte per via parenterale (via vena), la pompa dell'infusione è andata in allarme", oltre al fatto che la cartella clinica del bambino sarebbe "lacunosa" e con "cancellature.

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