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Bergamo: bimba nata invalida, genitori accusano ritardi cesareo

Ancora un sospetto di malasanità, questa volta presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove una coppia di genitori denuncia un ritardo nell'effetturare il parto cesareo e la bimba nasce invalida e cieca. I Riuniti smentiscono.

Leoluca Orlando, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta che vigila sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, ha richiesto "una dettagliata relazione" a Luciano Bresciani, assessore alla Sanità della Regione Lombardia, "in riferimento a un parto, in seguito al quale una bimba sarebbe nata invalida dopo un presunto conflitto tra due dottoresse per decidere se intervenire o meno col cesareo".
Il parto in questione sarebbe quello avvenuto il 30 gennaio scorso presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove una bimba è nata invalida al 100%, cieca e che può essere nutrita solo attraverso un sondino. La madre della piccola, invece, non potrà più avere altri figli, e tutto questo sembra a causa di un ritardo nell'effettuare un parto cesareo.
I genitori della piccola sono una giovane coppia albanese e anche se il fatto è avvenuto mesi fa solo di recente è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Bergamo, che dovrà stabilire come sono andati i fatti.
Stando alla versione dei due genitori, la madre della bambina sarebbe rimasta in sala travaglio per circa 48 ore, mentre due medici discutevano se era il caso di farla partorire o meno col cesareo.
Gli Ospedali Riuniti specificano attraverso una nota che "non risulta che vi sia alcuna indagine in corso, ma una semplice richiesta di documentazione da parte del legale della famiglia" e soprattutto "smentiscono che si sia mai verificato un litigio" e che "le condizioni della bambina siano imputabili a un contrasto fra gli operatori".
Nella nota diffusa l'azienda sanitaria spiega che la madre della bimba "è stata ricoverata nella serata del 28 gennaio e assistita correttamente per tutta la degenza. Le ecografie e i costanti monitoraggi dei parametri fetali hanno evidenziato una situazione regolare sia per il feto che per l'andamento del travaglio".
Poi "il monitoraggio, eseguito in continuo" continua la nota "alle 20 ha evidenziato sofferenza fetale" e "il medico di guardia ha deciso per un cesareo in emergenza". Secondo gli Ospedali Riuniti, però, la donna non avrebbe acconsentito all'intervento chirurgico e "solo una volta ottenuto il consenso della donna" i medici hanno potuto procedere a far nascere la bambina, che era "gravemente asfittica".
Stando invece a quanto riporta il quotidiano Bergamonews che ha intervistato i genitori della piccola la donna "è stata lasciata in sala travaglio per più di due giorni" e dicono che ci sarebbe stata una "discussione molto accesa tra due dottoresse". Il padre della bambina racconta che la moglie "ha atteso ancora spingendo per altre ore. Fino a che è cambiato il turno dei medici e i nuovi arrivati hanno optato per il cesareo. Ma ormai era tardi: aveva l'utero lacerato e la bambina è nata con gravissimi problemi". I Riuniti precisano invece che è "inesatta la notizia che in seguito al parto la paziente ha perso l'utero".
La bambina è uscita dall'ospedale solo pochi giorni fa.

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